
LIBRI
La bambina aveva quattro anni quando imparò a leggere, e pochi mesi di più quando iniziò a scrivere. La prima parola, BAR, da un’insegna sulla strada. La mamma pensò che Margherita sapeva che lì c’era un bar, quindi non si stupì più di tanto.
Nei giorni seguenti però continuò a leggere, leggeva di tutto, divorava giornaletti per bambini, riviste, libri che trovava in casa. Era come se avesse fame, fame di fogli, di parole, gli occhi non si saziavano mai di leggere, era instancabile. La cosa che preoccupava la madre era che Margherita giocava poco, non voleva più bambole e pentolini, come prima, ma da quando aveva letto per la prima volta BAR voleva solo libri. Aveva avuto una trasformazione che alla madre faceva paura tanto che cominciò a proibirle di leggere troppo e questo divieto ebbe l’effetto contrario: l’appetito delle letture aumentò.
Leggeva anche di notte. Di nascosto.
Si rese conto da sola d’essere diversa dalle altre bambine verso suo ottavo compleanno, quando le spuntarono davanti due denti insoliti, due incisivi molto lunghi e taglienti che sporgevano un po’. Lo capì con stupore, e forse in segreto si divertì: era una vampira. Vampira! Non nel senso classico della parola, non era il sangue il suo nutrimento! Ingurgitava ogni parola, riga, pagina d’ogni testo che le capitava fra le mani, era una necessità, una linfa vitale per il suo essere. Era la sua energia. Le piaceva soprattutto il sapore dei libri horror e il loro odore. E così poteva vivere altre mille vite oltre la sua.
Quando tornava a essere se stessa era la bambina di sempre, una bambina col nome di un fiore, tra l’altro uno dei fiori più semplici. Certo, aveva un aspetto strano, sempre con gli occhi sgranati, un po’ pallida e soprattutto non sorrideva mai. Naturalmente a scuola seppe sbalordire per la sua bravura e appena terminò gli studi cercò un posto di lavoro adatto alla sua passione, come una golosa cerca lavoro in una pasticceria: desiderò e ottenne un posto in una biblioteca. Vi si insediò come una castellana nel maniero costruito per lei dagli inizi del tempo.
Un giorno, vicino a uno scaffale, un ragazzo stava riconsegnando un libro, “Il silenzio degli innocenti”, e chiese di potere avere in prestito “Domineddracula”, l’ultima versione della storia del famoso vampiro. Margherita alzò la testa e lo guardò confusa, si sentì sfrugugliare le viscere e scompaginare l’anima, per la prima volta fece un grande sorriso al giovane che le stava davanti. Lui ricambiò il sorriso, mostrandole enormi, prominenti incisivi. Sul dente destro aveva un pezzettino di carta rimasto dall’ultimo spuntino...
Margherita non poté fare a meno di provare terrore per il suo immediato futuro: sarebbe stata la sesta donna uccisa e scuoiata dallo psicopatico Hannibal.
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Leggeva anche di notte. Di nascosto.
Si rese conto da sola d’essere diversa dalle altre bambine verso suo ottavo compleanno, quando le spuntarono davanti due denti insoliti, due incisivi molto lunghi e taglienti che sporgevano un po’. Lo capì con stupore, e forse in segreto si divertì: era una vampira. Vampira! Non nel senso classico della parola, non era il sangue il suo nutrimento! Ingurgitava ogni parola, riga, pagina d’ogni testo che le capitava fra le mani, era una necessità, una linfa vitale per il suo essere. Era la sua energia. Le piaceva soprattutto il sapore dei libri horror e il loro odore. E così poteva vivere altre mille vite oltre la sua.
Quando tornava a essere se stessa era la bambina di sempre, una bambina col nome di un fiore, tra l’altro uno dei fiori più semplici. Certo, aveva un aspetto strano, sempre con gli occhi sgranati, un po’ pallida e soprattutto non sorrideva mai. Naturalmente a scuola seppe sbalordire per la sua bravura e appena terminò gli studi cercò un posto di lavoro adatto alla sua passione, come una golosa cerca lavoro in una pasticceria: desiderò e ottenne un posto in una biblioteca. Vi si insediò come una castellana nel maniero costruito per lei dagli inizi del tempo.
Un giorno, vicino a uno scaffale, un ragazzo stava riconsegnando un libro, “Il silenzio degli innocenti”, e chiese di potere avere in prestito “Domineddracula”, l’ultima versione della storia del famoso vampiro. Margherita alzò la testa e lo guardò confusa, si sentì sfrugugliare le viscere e scompaginare l’anima, per la prima volta fece un grande sorriso al giovane che le stava davanti. Lui ricambiò il sorriso, mostrandole enormi, prominenti incisivi. Sul dente destro aveva un pezzettino di carta rimasto dall’ultimo spuntino...
Margherita non poté fare a meno di provare terrore per il suo immediato futuro: sarebbe stata la sesta donna uccisa e scuoiata dallo psicopatico Hannibal.
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