martedì 17 agosto 2010

A tutte le donne che sognano un figlio...


Questo scritto è venuto fuori in due minuti pensando a una mia amica che speravo aspettasse un bimbo, anzi una bimba, le avevo già dato il nome. Ieri un messaggio: "Evidentemente diventare mamma non fa parte del mio destino... Grazie per aver sognato con me..."
Forse è brutto pensare che ci sono donne che non se lo meritano di essere mamme, ma io lo penso davvero, forse anch'io spesso non sono stata e non sono una brava mamma... Ed è brutto pensare che ci sono donne come la mia amica che scoppiano d'amore per la vita, e un figlio sarebbe il sigillo di questo dono di amare che hanno... La mia amica mi dice sempre che non si può avere tutto.
Mentre credevo che fosse incinta le ho scritto queste righe che metto di seguito, che lei ha già letto, ma che sono dedicate a tutte le donne che sognano notti insonni, mocci da pulire, abiti che sanno di latte rigurgitato, febbre alta da misurare ogni cinque minuti sperando che sia calata di una tacca... E che la mattina scivola nel tuo letto e te lo stringi e senti il cuoricino che batte forte forte e capisci che la tua vita è tutta lì, in quel tum tum...
C'era una volta una Principessa su una nuvola che stava cercando la sua mamma. Si chiamava Sofia e il suo nome era dolce, soffiato come un alito profumato di papavero. Dalla sua nuvola guardava in basso tutte le mamme possibili che poteva avere. Ce n'era una nevrotica che urlava sempre. No, non mi butto da lei. Ce n'era una che la vide rubare una mela al mercato. No, non sta bene. Ce n'era una che piangeva sempre. No, anche se avrebbe potuto aiutarla con la sua presenza, no, non poteva piangere con lei tutto il giorno...Ce n'era una poi, che aveva una voce sguaiata... Per carità.
Un giorno Sofia sonnecchiava e sentì una voce tranquilla, una voce che faceva sorridere, scese dal suo lettino azzurro e si affacciò tenendosi forte forte con le manine al bordo della sua nuvoletta. Vide una donna coi capelli mossi corti castani e lucidi che stava cucinando col sorriso, che portava i piatti in tavola col sorriso, che ogni tanto faceva qualche passo di danza sulle note della musica che si sentiva da lassù, anche se non sapeva danzare. Vide che dopo mise in piatti in una grande scatola sotto il lavello, sorridendo. Quella donna sorrideva, e aveva uno sguardo magnetico... Sofia stava rischiando di cadere di sotto dalla sua nuvola, ma doveva incontrare il suo sguardo, altrimenti non avrebbe potuto scendere verso di lei.
La donna di sotto prese i panni dalla lavatrice e sempre col sorriso negli occhi andò verso i fili. Esitò un attimo. Guardò in su, chissà se magari ce la faceva ad asciugarli per la sera. Il meteo dava pioggia per l'indomani... Guardò in su di nuovo. E vide una piccola nuvola. Sofia per l'emozione stava per cadere di sotto... E invece fu con quello sguardo la donna le porse una scala magica e lei coi passetti veloci da Principessa scese tutti gli scalini di corsa... La donna sentì un pizzicorino in fondo alla pancia. Un piccolo volo di farfalla. E da quella farfalla, la Principessa Sofia rimase dai primi battiti fino all'ultimo respiro della donna. Che morì felice dopo secoli vissuti con la sua Principessa.
sm

2 commenti:

  1. A volte la vita ti regala l'insperato, anche il non richiesto, a volte ti sorprende per le sorprese che ti fa. Ma altre non la convinci con nulla, a regalarti quello che non è neanche un regalo, ma un giusto compimento all'amore che provi.

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  2. Finalmente Sandra!
    Dopo settimane che provo ad entrare nel tuo blog e appariva una scritta "Marziana"... rountine library... col quale litigavo oggi si e' aperta una finestra...
    che siala volta buona?
    ... E guarda caso si apre con una favola
    una meravigliosa fiaba
    che deve far capire a tutte le donne in attesa dell'amore "Principe" della vita che devono essere serene, piu' riescono ad esserlo e piu' le possibilita' di rimanere incinte aumenta...
    l'ho vissuto sulla mia pelle...
    e poi
    ho letto giorni fa di una mamma adottiva
    e non credo dal profondo del cuore che ci sia una grande differenza
    tra una madre che partorisce
    e una che passa un travaglio di due anni per abbracciare un bambino che aspetta una madre...
    grazie Sandra,la storia e' molto bella!
    Stefania

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