lunedì 30 agosto 2010

Enjoy the silence





Un bacio a tutti voi che state ascoltando il mio silenzio. A presto...
Sandra


giovedì 19 agosto 2010

Torno qui, alla Pieve di Romena


Certo che ci torno. Questa volta, dopo il Corso di corporeità di aprile scorso vado per il corso "Guardarsi dentro"

Per chi ha lo sguardo rivolto solo sulla sua fatica e sulla difficoltà del cammino, per quelli che dubitano di riuscire ancora a camminare: aprire gli occhi e scoprire che è possibile…
A presto. Sandra

martedì 17 agosto 2010

A tutte le donne che sognano un figlio...


Questo scritto è venuto fuori in due minuti pensando a una mia amica che speravo aspettasse un bimbo, anzi una bimba, le avevo già dato il nome. Ieri un messaggio: "Evidentemente diventare mamma non fa parte del mio destino... Grazie per aver sognato con me..."
Forse è brutto pensare che ci sono donne che non se lo meritano di essere mamme, ma io lo penso davvero, forse anch'io spesso non sono stata e non sono una brava mamma... Ed è brutto pensare che ci sono donne come la mia amica che scoppiano d'amore per la vita, e un figlio sarebbe il sigillo di questo dono di amare che hanno... La mia amica mi dice sempre che non si può avere tutto.
Mentre credevo che fosse incinta le ho scritto queste righe che metto di seguito, che lei ha già letto, ma che sono dedicate a tutte le donne che sognano notti insonni, mocci da pulire, abiti che sanno di latte rigurgitato, febbre alta da misurare ogni cinque minuti sperando che sia calata di una tacca... E che la mattina scivola nel tuo letto e te lo stringi e senti il cuoricino che batte forte forte e capisci che la tua vita è tutta lì, in quel tum tum...
C'era una volta una Principessa su una nuvola che stava cercando la sua mamma. Si chiamava Sofia e il suo nome era dolce, soffiato come un alito profumato di papavero. Dalla sua nuvola guardava in basso tutte le mamme possibili che poteva avere. Ce n'era una nevrotica che urlava sempre. No, non mi butto da lei. Ce n'era una che la vide rubare una mela al mercato. No, non sta bene. Ce n'era una che piangeva sempre. No, anche se avrebbe potuto aiutarla con la sua presenza, no, non poteva piangere con lei tutto il giorno...Ce n'era una poi, che aveva una voce sguaiata... Per carità.
Un giorno Sofia sonnecchiava e sentì una voce tranquilla, una voce che faceva sorridere, scese dal suo lettino azzurro e si affacciò tenendosi forte forte con le manine al bordo della sua nuvoletta. Vide una donna coi capelli mossi corti castani e lucidi che stava cucinando col sorriso, che portava i piatti in tavola col sorriso, che ogni tanto faceva qualche passo di danza sulle note della musica che si sentiva da lassù, anche se non sapeva danzare. Vide che dopo mise in piatti in una grande scatola sotto il lavello, sorridendo. Quella donna sorrideva, e aveva uno sguardo magnetico... Sofia stava rischiando di cadere di sotto dalla sua nuvola, ma doveva incontrare il suo sguardo, altrimenti non avrebbe potuto scendere verso di lei.
La donna di sotto prese i panni dalla lavatrice e sempre col sorriso negli occhi andò verso i fili. Esitò un attimo. Guardò in su, chissà se magari ce la faceva ad asciugarli per la sera. Il meteo dava pioggia per l'indomani... Guardò in su di nuovo. E vide una piccola nuvola. Sofia per l'emozione stava per cadere di sotto... E invece fu con quello sguardo la donna le porse una scala magica e lei coi passetti veloci da Principessa scese tutti gli scalini di corsa... La donna sentì un pizzicorino in fondo alla pancia. Un piccolo volo di farfalla. E da quella farfalla, la Principessa Sofia rimase dai primi battiti fino all'ultimo respiro della donna. Che morì felice dopo secoli vissuti con la sua Principessa.
sm

sabato 14 agosto 2010

Di nuovo "Il Tirreno"...


Di solito corro a prendere un po' di frutta e verdura di corsa nella mezz'ora di pausa pranzo, e mi piace arrivare al mercato trafelata, coi banchi stanchi che stanno per chiudere e che comunque hanno ancora i loro colori...
In qua e là pezzi spiaccicati di qualsiasi frutto, cassette abbandonate con rimasugli di verdure lasciati lì in attesa di essere buttati via o forse per qualcuno che poi li prenderà. Perché a volte, sì, vedo qualcuno che rovista in questi mucchietti improbabili di qualcosa, e magari qualcosa porta via...
Vado sempre a un banco diverso, e con la mia shopper grigia qualcosa da comprare trovo sempre, a un banco ogni giorno diverso.
Il mio scritto per il concorso de "Il Tirreno" è nato tra i colori di quei banchi che stanno per chiudere, verso le due di pomeriggi estivi...
Eccolo qui.

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