martedì 27 aprile 2010

Eccomi a Roma, che leggo il mio racconto!


Lo so, strizzate bene gli occhi, sulla sinistra ci sono io. Sulla destra l'editore Giulio Perrone... Accanto a me, dall'altra parte c'è il mio angelo custode.
Questa è l'unica foto che ho di questo momento, me l'ha scattata il mio ometto con il cellulare...
L'antologia dove è stato pubblicato il mio racconto è: AA.VV. La seconda linea blu, Edizioni Perrone.
Grazie per il vostro affetto, per le vostre visite che sono sempre più numerose. E grazie a chi commenta sempre e a chi lascia solo una traccia di energia!
Ecco, potete leggere.
LUNA PAFFUTA

È ancora caldo in questi giorni ventosi d’ottobre, fra poco salirà la luna nello spazio di cielo che vedo dal balcone. E queste sere la luna è bella, rotonda, diciamo paffuta, un po’ come lei.
È un periodo in cui lei cammina con più fatica, non mi permetto neanche di farle i soliti scherzosi agguati. Ogni tanto, mi accarezza con una dolcezza diversa da prima e sembra che rifletta. E pensare che per me, così grossa, è ancora più bella: la sua pancia è cambiata, ma il suo volto è lo stesso di sempre, anzi, adesso risplende.
Il pomeriggio si riposa sul divano, piano piano mi avvicino, mi arrampico con cautela e cerco di andare sulla sua pancia, ma scivolo, non ci sto bene come un po’ di tempo fa, ha qualcosa d’ingombrante sotto i vestiti, cerco le sue carezze, ma lei mi sposta sulle sue gambe e da quaggiù non vedo i suoi occhi.
È successo un pomeriggio, al solito ero appiccicata a lei e si sonnecchiava insieme: quella pancia a forma di arcobaleno ha cominciato a muoversi ogni tanto, e poi sempre più spesso. Sembrava che mi accorgessi in anticipo dei movimenti e mi alzavo e puntavo le orecchie voltandomi verso di lei un attimo prima di vedere, sul suo viso contratto, delle smorfie di dolore. Di dolore e di stupore.
Dopo parecchie scosse lei si era alzata per ricomparire dopo qualche giorno con un vero terremoto: un gatto senza peli che dorme con me in una nuova culla che sono certa lei ha preparato per me, per farsi perdonare di questa sua assenza.
Io e lui dormiamo insieme e annuso, annuso avidamente come a volermi riempire di quel profumo di latte e talco che emana questo nuovo amico. E mi sento una gatta felice.

Sandra Mazzinghi

6 commenti:

  1. la femminilità non è un' opinione... la donna, la gatta, tu che racconti in questo tuo modo...

    accoccolarsi in quella culla e leggere i tuoi racconti... sarebbe bello!

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  2. Mi è sempre piaciuto questo racconto... è magico, come la tua gatta, come TE!
    Bella, bella speciale fatta bene!
    Stefania

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  3. E anche stasera vado a nanna con un bel racconto nel cuore!

    Grazie Sandra!

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  4. Ciao Sandra,momenti di riflessione corrono giornalmente nella mia stanza, ma posso dirti con grande onore che avevo gia' letto questo racconto, riletto con grande piacere perche' la magia degli animali e' talmente grande, da regalarci esempi istintivi importanti, di coccole e gratitudine unica.
    Ti abbraccio forte
    Claudia

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  5. Rosanna, Simonetta, Stefania, Arcangela, Claudia. Le mie lettrici...
    Che belle che siete!
    Vi abbraccio! Sandra

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