venerdì 26 marzo 2010

Un mio racconto (di un'infinità di tempo fa!)



LIBRI

La bambina aveva quattro anni quando imparò a leggere, e pochi mesi di più quando iniziò a scrivere. La prima parola, BAR, da un’insegna sulla strada. La mamma pensò che Margherita sapeva che lì c’era un bar, quindi non si stupì più di tanto.
Nei giorni seguenti però continuò a leggere, leggeva di tutto, divorava giornaletti per bambini, riviste, libri che trovava in casa. Era come se avesse fame, fame di fogli, di parole, gli occhi non si saziavano mai di leggere, era instancabile. La cosa che preoccupava la madre era che Margherita giocava poco, non voleva più bambole e pentolini, come prima, ma da quando aveva letto per la prima volta BAR voleva solo libri. Aveva avuto una trasformazione che alla madre faceva paura tanto che cominciò a proibirle di leggere troppo e questo divieto ebbe l’effetto contrario: l’appetito delle letture aumentò.
Leggeva anche di notte. Di nascosto.
Si rese conto da sola d’essere diversa dalle altre bambine verso suo ottavo compleanno, quando le spuntarono davanti due denti insoliti, due incisivi molto lunghi e taglienti che sporgevano un po’. Lo capì con stupore, e forse in segreto si divertì: era una vampira. Vampira! Non nel senso classico della parola, non era il sangue il suo nutrimento! Ingurgitava ogni parola, riga, pagina d’ogni testo che le capitava fra le mani, era una necessità, una linfa vitale per il suo essere. Era la sua energia. Le piaceva soprattutto il sapore dei libri horror e il loro odore. E così poteva vivere altre mille vite oltre la sua.
Quando tornava a essere se stessa era la bambina di sempre, una bambina col nome di un fiore, tra l’altro uno dei fiori più semplici. Certo, aveva un aspetto strano, sempre con gli occhi sgranati, un po’ pallida e soprattutto non sorrideva mai. Naturalmente a scuola seppe sbalordire per la sua bravura e appena terminò gli studi cercò un posto di lavoro adatto alla sua passione, come una golosa cerca lavoro in una pasticceria: desiderò e ottenne un posto in una biblioteca. Vi si insediò come una castellana nel maniero costruito per lei dagli inizi del tempo.
Un giorno, vicino a uno scaffale, un ragazzo stava riconsegnando un libro, “Il silenzio degli innocenti”, e chiese di potere avere in prestito “Domineddracula”, l’ultima versione della storia del famoso vampiro. Margherita alzò la testa e lo guardò confusa, si sentì sfrugugliare le viscere e scompaginare l’anima, per la prima volta fece un grande sorriso al giovane che le stava davanti. Lui ricambiò il sorriso, mostrandole enormi, prominenti incisivi. Sul dente destro aveva un pezzettino di carta rimasto dall’ultimo spuntino...
Margherita non poté fare a meno di provare terrore per il suo immediato futuro: sarebbe stata la sesta donna uccisa e scuoiata dallo psicopatico Hannibal.
sm

lunedì 22 marzo 2010

Paola Pasqui: un'attrice, una collega, un'esplosione di simpatia

Paola Pasqui è una mia amica, ok, direte, boia, le conosci tutte te quelle ganze, artiste, quelle che ti vogliono bene, quelle persone intelligenti e sensibili...
Paola è una mia collega, anche se non siamo nella stessa stanza, purtroppo... Un giorno abbiamo comprato lo stesso cappottino nero da Oviesse e ogni volta che me lo vede addosso mi fa: "Oh, bellina, col cappottino dell'Ente..."
Paola Pasqui lavora in Comune, ma è una persona fuori dal comune, cioè, lei in Comune c'entra come il cavolo a merenda...
Eppure sul lavoro non si sputa mai, per carità...
Però Paola è Paola, e io appena la vedo mi metto a ridere, ci manchiamo se non ci sentiamo, al lavoro, perchè parliamo di filosofia, di viaggi, ma anche di offerte alla Ipercoop e ci prendiamo tanto in giro su questo...
Sì, credo di essere fortunata per le amicizie!

Lei si descrive così: Paola Pasqui, nata a Livorno il 25 luglio del 1966, frequenta impunemente il liceo scientifico per scegliere poi più saggiamente una facoltà umanistica dove si laurea in lingue con una tesi pesantissima su un’autrice inglese pressoché sconosciuta e fortemente depressa. Resasi conto dell’assoluta inutilità del suo titolo di studio ai fini della sussistenza entra a far parte della numerosa (e vituperata) schiera di dipendenti pubblici, intraprendendo nel contempo (ma fuori dall’orario di lavoro, a scanso di equivoci!) una carriera teatrale e cabarettistica che la vede impegnata con successo sui palchi toscani.Fra i suoi personaggi l’ignorantissima Yarikha, la valletta dell’est Ana Doxa, la surreale poetessa anglo-irlandese Nenia O’Connor , che parla per paradigmi di verbi irregolari, e soprattutto la sua prima ‘creatura’ , l’ineffabile Luana Lenzi coniugata Sirio Lonzi, donna che ha fatto della maldicenza uno stile di vita.

Ecco una mini-intervista che le ho fatto oggi!

Le tue prime esperienze come attrice?
Le prime esperienze nascono al Centro Culturale Vertigo, con uno stage sulla comicità aperto sia a principianti e a persone già con esperienza diretto da Marco Conte, Contemporaneamente iniziai a fare cabaret con dei personaggi miei e ho cominciato ad essere abbastanza seguita in tutte le rassegne che sono state organizzate per lo più da Claudio Marmugi. In parallelo ho fatto anche teatro.

Il primo applauso tutto per te?
E’ stato appunto nel ’96 con lo spettacolo “Chissà chi ce l’ha”. E’ stata una sensazione bellissima perché fino a un attimo prima di entrare in scena dissi Ma perché mi sono iscritta a questo corso? Ma perché per hobby non ho fatto scacchi? E invece fu un’emozione talmente forte che la voglia di continuare è stata troppo più grande dello stress e della fatica delle prove.

Di solito che cosa leggi?
Leggo di tutto, ogni genere.

Sei brava in cucina?
Sono brava solo a mangiare ciò che viene già preparato. Non ho la mano della cuoca, ma il mio compagno “purtroppo” cucina molto bene , me la cavo con il sushi perché non richiede un'estrema abilità.

Sai fare la maglia? L’uncinetto? I ferri?
Sono assolutamente negata per tutto ciò che richiede manualità, già alle elementari ero nota per gli orribili 'catrozzoli' in Pongo che producevo ad 'attività pratiche e manuali', dove naturalmente avevo i voti più bassi. Però disegno benino.

Per la spesa: negozietto sotto casa o ipermercato?
Una via di mezzo, supermercato, ma più per esigenze pratiche che per passione, mi piacerebbe il negozietto.

In vacanza? Dove?
Sono innamorata della Francia e della Spagna, ma non ho grosse preclusioni, a parte la montagna,che mi dà un po' di tristezza, soprattutto se c'ha anche un laghetto vicino, per me la Svizzera potrebbe chiudere, via!

Insomma se vi capita andate a vedere un suo spettacolo, è veramente uno spasso!
Sandra

domenica 21 marzo 2010

“Sono nata il 21 a primavera ma non sapevo che nascere folle aprire le zolle potesse scatenar tempesta…”


Ciao Alda!
E Buon Compleanno anche a un altro grande poeta, Ernesto Mussi, qui e qui.
Che sia, il primo giorno di primavera, il giorno della nascita dei grandi poeti? In effetti,
cliccate qui...
Ciao, Sandra

domenica 14 marzo 2010

La mia nonna


Questo racconto l'ho scritto nel 2005 per i suoi 90 anni.
Adesso la sua vita è dentro di me. E così l'essenza della sua vita.
Se n'è andata due estati fa.

venerdì 12 marzo 2010

Un livornese DOCCHE, Massimo Venturini


Delle sue poesie dice:
Le "poesie" sono una scommessa con me stesso, ho pensato di poter esprimere in quattro righe un concetto con un minimo di morale, sapendo di non avere nessuna nozione poetica, metrica esenza un'adeguata cultura classica. Ho cominciato a scriverle e non ho ancora smesso, è troppo divertente, basta guardarsi intorno e gli spunti fioccano, poi non resta che trasferire sul foglio i pensieri.... non sono poesie.
Ma questo lo dice lui!
Del resto, uno che definisce la sua arte così... La mia "arte" è solo un'occasione di mettere il mio estro in ogni cosa che faccio, senza pensare, senza programmare, solo d'istinto. Se mi prende la voglia di "dare forma ad un'idea", non mi curo di che cosa adoperare come colori, mi guardo intorno e... mi è capitato di usare morchia dei camion, toner della stampante, lucido da scarpe, smalto da unghie, rossetti vari, e altro.
Un' idea, una spatola, colori e superfici occasionali e due minuti di follia creativa... come si può definire ?... è proprio un'artista vero...
Massimo Venturini ha pubblicato un libro "E' successo un quarantotto", con la prefazione di Oliviero Toscani e Nicolas Ballario.
Ecco due sue poesie (e io lo scrivo senza virgolette...):

TRAMONTO

DAR MASTIO DI MATILDE GUARDO VERSO 'LLUNGO MARE
E' GIA' L'ORA DER TRAMONTO,
TUTTO 'RESTO PO' ASPETTARE
S' ARROSSISCE LA GORGONA NENTRE 'R SOLE L'ACCAREZZA,
I GABBIANI VOLAN BASSO, TUTTONTORNO E 'NA BELLEZZA.


TI PENSO...

FORI PIOVE, FA FREDDO E TIRA UN PO' DI VENTO
GUARDO DALLA FINESTRA 'R TEMPO SCORRE LENTO
VORREI AVETTI QUI CON ME, MAGARI PER DU' ORE
UN PO PER PASSA 'R TEMPO, UN PO PER FA' L'AMORE.

Belle vero? Volevo presentarvi questo artista, un grande artista della mia Livorno!

martedì 9 marzo 2010

La Margherita che ha sfidato la neve...


Nevica oggi a Livorno, e verso le tre e mezzo grandi fiocchi svolazzavano impazziti. Alle tre e mezzo c'era un grado, alle tre e mezzo c'era un vento ghiaccio che contraeva lo stomaco: non era la giornata migliore per andare verso il Palazzo della Provincia per la presentazione di un libro. Ma. Ma il libro era scritto da Margherita Dalle Vacche, Guerra e Cucina.

Ma molte persone hanno sfidato questo tempo assurdo per Livorno per andare comunque.

Eravamo in tante. Tanti. E sono felicissima per Margherita che era visibilmente emozionata. E sono sicura che questa emozione ha reso tutto più bello.

Nevica ancora qui a Montenero, c'è neve sul tetto di casa, e c'è dentro di me la consapevolezza che quando una donna vuole realizzare una cosa, come scrivere un libro, e con esso riportare in vita l'esistenza di persone care, si può fare. Sì.

Grazie Margherita!

domenica 7 marzo 2010

Martedì 9 marzo alle ore 16 presentazione "Guerra e Cucina"


Tre generazioni, tre donne. Ognuna nel suo tempo vive storie diverse eppure qualcosa le lega profondamente, ma non è solo la parentela, il fatto di essere nonna, figlia e nipote, ma qualcosa di più, di ancora più intimo, come l’avere lo stesso sguardo sulla vita, la stessa forza, la stessa determinazione.
Guerra e Cucina. Diario di Margherita e Briciole di Emma è il nuovo libro pubblicato dalla casa editrice Manidstrega ed è stato scritto da Margherita Gallini, Emma D’Elia e Margherita Dalle Vacche; cognomi diversi per una discendenza al femminile che non consentiva ancora di tramandare il cognome, ed ecco allora che nonna e nipote, che mai si sono conosciute, si sono passate, tramite Emma, il nome di ‘Margherita’. (estratto dal comunicato stampa)
Per maggiori informazioni, qui.
Io ci sarò.

sabato 6 marzo 2010

Un altro regalo! Ma che succede oggi?

E qui ho ricevuto una sorpresa da Emiliano Dominci, leggete la storia, e cosa abbiamo combinato insieme ieri sera!
Grazie Emi, sei speciale! Ma già lo sapevo...

Un regalo!

qui ho trovato un regalo.
Luigi Salerno può essere solo un nome tra i blog che preferisco. Ma Luigi Salerno, scrive, non solo bene, quello è il minimo, ma scrive "oltre". Oltre. E' banale dire queste cose, molti scrivono, troppi, e mi ci metto anch'io in questo gruppo di troppi. Ma quando leggo qualcosa di Luigi Salerno -ho già scritto non mi ricordo se sul suo blog o su questo mio- ascolto suoni, non leggo parole... sento musica. E per me è stato un grande onore ricevere questo regalo su una frase che gli ho scritto...
Grazie Luigi! Grazie mille!

martedì 2 marzo 2010

Intervista a uno scrittore: Emiliano Dominici


Ecco un'intervista a uno scrittore livornese che ha pubblicato un libro di racconti. Ditemi se vi piace! Lui, e anche l'intervista che gli ho fatto...
Spero che Emiliano mi perdoni per la pessima immagine... ma è stato un primo esperimento con la stampante-scanner comprata oggi...
Ciao a tutti.

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