sabato 20 febbraio 2010

Un giuro con un gabbiano



Non è bella Livorno quando il cielo e il mare si confondono in un unico grigio. E quando la pioggia invisibile ti passa nelle ossa, dalla pelle, e fino all’anima.
No.
Livorno così non è bella.
Livorno è bella con gli schiaffi di vento mentre cammino con difficoltà e intrampolo nel passi.
E amo Livorno ventosa, che mi sposta i capelli pazzi e mi trottola i pensieri. Quelli brutti li faccio volare, ma quelli belli li acchiappo al volo, quelli no, stanno con me.
E i gabbiani che mi guardano camminare sul lungomare, mentre planano senza fatica: “Ma guarda quella, con quel cappellino verde, che pensieri brutti!”
E così, in picchiata, che quasi mi fanno intrampolare di più, scendono verso la mia passeggiata, prendono qualcosa veloce intorno a me, e con un solo battito di ali riprendono a planare.
Un gabbiano solo rimane ai miei piedi, mi guarda, mi chiede un giuro con gli occhi: “C’è un pensiero che è pesante, che è nato qui vicino al mare... giurami che non lo fai più. E io te lo porto via!”
Un giuro con un gabbiano è da pazzi, ma io l’ho fatto. Con tanto di mano sul cuore. L’ho fatto in quel giorno di capelli usciti da un cappellino verde e scompigliati.
E quel gabbiano l’ho visto planare verso l’orizzonte, lontano, verso la Meloria.
E leggera, in modo inatteso, ho pensato che Livorno è bella quando il righello dell’orizzonte squadra il cielo dal mare, due blu, anche se di una sfumatura vicinissima e quasi impercettibile, ma due blu.
Due blu per un nastro di mare dove tra poco andrà a inzupparsi un biscotto di sole.

6 commenti:

  1. Buongiorno e buona domenica!
    I complimenti li salto... anche se quel "biscotto di sole" mi piace da impazzire!
    Livorno e' quanto c'e' di meglio per offrire spunti di dialogo "alternativi"...
    Abbiamo monumenti che nel tempo sono diventati parenti...
    squarci di piccoli paradisi che aprono l'anima
    nostro grande alleato... il mare, che come un enorme babbo ha sempre le mani aperte per accoglierci nel suo caldo abbraccio, per confortarci, darci delle risposte...
    il gabbiano come custode della tua irrequietezza e' un bel simbolo...
    credo che il tuo segreto tu lo abbia messo in buone mani...
    e' volato via, lontano
    e ti ha donato un pezzetto di armonia con te stessa.
    I due blu...
    il vento...
    il sale...
    rifletto, siamo veramente fortunati a vivere qua...
    quanti elementi positivi ci vengono incontro ogni giorno.
    Ah... salutami il gabbiano
    ma era Ettore o Nedo?
    baci baci
    Stefania

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  2. Sandra in bianco ma soprattutto in blu. Ti ripeto, sei una paesaggista molto sensibile agli spazi aperti, e quando descrivi fai chiudere gli occhi per la luce. Bellissima l'idea del giuro con il gabbiano, e poi di colpo da blu diventi anche un po' blues. Facci caso. A volte mi ricordi una certa Penelope, che dipinge la sua Bruges.(ho fatto anche la rima,senza volerlo.Pensa...)
    ciao,
    luigi

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  3. Ai miei fedelissimi lettori: grazie...
    Oggi sono rimasta a casa, niente mare, solo con delle frittelle che galleggiavano nell'olio. Il profumino e il rumore dell'olio sfrigolante mi ispirava comunque...
    Divento blues? Bellissimo, musica dell'anima.
    Un abbraccio!

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  4. Mia cara Sandra,ha ragione Luigi.Tu non descrivi ma dipingi gli spazi aperti e allora leva l'ancora, sciogli le gomene e naviga a vele spiegate!
    Serena notte !

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  5. Un emozione permane quando il cuore rimane in ascolto, ci sono dei biscotti per l' anima che sono veramente importanti ed efficaci, grazie Sandra, a presto
    Claudia

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  6. ho ascoltato il file audio del tuo racconto...e' pazzesco!! Non sembra di ascoltare...sembra di vedere una scena di un film...brava te...bravo lui!!!!!!!!
    Alessia

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