domenica 24 gennaio 2010

Ernesto Mussi, detto Ernie

ALLE DUNE

Quando il tepore è nell'aria
sembra un velo di benessere
così lieve
scivola sul viso
e fa sorridere occhi e bocca
come dono soave
prima della sera.
In un attimo
capace di ottimismo
vince sui sussulti maligni
lo sguardo guidato
dalle divinità del buio
in occasione di luce concessa
per religiosa grazia.
Tutto, allora, quasi brilla di nuovo
nel crepuscolo rosso come ultimo raggio
e si accende ancora la pace
nel cuore che batte regolare
senza battiti eccessivi
e fugge coi gabbiani
a passare la notte
nei loro segreti rifugi.

(Ernesto Mussi, da "Un groviglio di anni uno sciame di poesie" Ed. Arti Grafiche Frediani)


L'ultimo post era un ricordo di Giorgio Caproni. Ma anche Ernesto Mussi è un grande poeta della mia Livorno. E non solo poeta, ma musicista, pittore, filosofo, professore, ceramista... Ha molti anni, più di ottanta, ma ha una vitalità e una passione per le cose che vorrebbero avere tanti giovani! Ernie lo conosco, e potete leggere un po' di righe che gli ho dedicato dopo una cena a casa sua...


Per conoscerlo potete leggere un articolo di Stefania D'Echabur, apparso su Livornononstop di questo mese.
Ogni tanto metterò sul mio blog la sua poesia... per condividerla con voi.



Intanto, queste righe sono per lui:

LE MANI DI ERNIE

Mani grandi, mani di un uomo grande.
Mani smaliziate e vissute, rugose, ma forti.
Mani che stringono la vita, questa vita che lui ha navigato in modo intenso, senza fermarsi mai.
Mani che hanno tenuto una penna per scrivere poesie.
Mani che hanno impugnato delicatamente un piccolo mozzicone di matita per fare ritratti agli amici.
Mani impiastrate per creare bellezze di scultura dal nulla.
Mani col pennello per far sbocciare tele stupende, tele colorate, sfumate. Tele con oggetti, tele con alberi, colline. E volti, corpi e lei. Lei, la donna amata dai capelli vermigli, senza volto, con la gamba accavallata, sensuale. Bella. Lei. Lei che è ancora accanto a lui. Accanto all’uomo con le mani grandi.
Mani che hanno alzato calici per bere alla salute, mani che hanno fumato chilometri di sigarette. Mani che hanno gesticolato con enfasi durante le lezioni a ragazzi inglesi imbambolati da una voce a volte severa a volte accattivante. Occhi sgranati per l’energia che prendeva forma. E la sentivano nelle aule l’energia di Ernesto, Ernie. Mani che hanno premuto grilletti di carabine vicino a cani fedeli.
Mani che hanno mandato a quel paese gente che non voleva tra i piedi, mani che hanno tenuto un trombone e alzato note che inondavano i teatri più belli del mondo.
Mani che stringono ancora una mazza da golf.
Mani che appallottolano un fazzoletto bianco per asciugare le lacrime che ci regala quando racconta aneddoti buffi o tristi. E rimette la sua vita all’indietro.
Le mani di Ernesto, che proteggono dolcemente una piccola candela dai refoli di vento, di un dopocena al Calambrone, per illuminare e ricordare meglio i volti dei suoi amici a quella tavola semplice e imbandita per noi.
C’erano anche le mie piccole a quella tavola, piccole mani che vibrano adesso mentre scrivono di grandi mani. Di un grande maestro.

5 commenti:

  1. Sai a chi mi hai fatto pensare? Al ns prof di informatica, quello mezzo pazzo di cui non ricordo neanche il nome(e tu?). Quello sì che aveva grandi mani, tutte nere dalle sigarette...ma che sensazione diversa davano eh? Uno la magia, l'altro il buio!!!
    Tina

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  2. Bella la mia Sandrina lunga!
    Come non potevi essere la mia amica dell'anima, una donna che coglie vibrazioni, i sussulti dell'uomo in ogni sua sfumatura...
    mi hai fatto un regalo grande, ho provato gioia pura quando ho riletto queste bellissime righe... "le mani di Ernie" e' pura essenza.
    Grazie!
    Ernesto e' la testimonianza che l'uomo vive solo attraverso l'amore per l'arte... altrimenti e' come il gelato senza zucchero... o la pizza senza mozzarella...
    Ti abbraccio forte!
    Stefania D.

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  3. Le fai vedere queste mani.
    Luigi

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  4. Caro Luigi, sai che quando ero con lui per un'intervista gli chiesi se potevo toccargliele, le mani? Era come se fossi attratta dall'energia di queste mani grandi. E forti. Da qui, il pensiero che ho scritto per lui...
    Grazie. Sandra

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  5. Tutto questo si avverte, e in modo molto chiaro. Come tutto quello che lascia un certo solco dentro, e che quando si scrive, diventa misteriosamente profondo anche per gli altri.
    Ciao.

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