sabato 18 dicembre 2010

AUGURI

A
chi
viene
a leggere.
A chi passa
per caso e rimane.
A chi si emoziona se
mi legge, a chi dice ma
questa che cavolo scrive. A chi
mi fa i complimenti con i commenti
a chi sbircia in silenzio e se ne va. A chi
aspetta un mio racconto, un mio scritto, una
mia frase.
AUGURI
AUGURI
AUGURI

giovedì 9 dicembre 2010

Verna'olando


Martedì 14 dicembre alle ore 16,30 alla sede della Circoscrizione 1 e Mercoledì 15 dicembre alle ore 21,30 all’Ex-Cinema Aurora, a Livorno presentazione di Verna’olando in 6 ‘apitoli e un centinaio di..., il nuovo libro della casa editrice Manidistrega, di Loretta Citernesi.
Saranno presenti, oltre all’autrice e l’editrice, Daniela Bartalucci Presidente della Circoscrizione 1 e Pardo Fornaciari scrittore e musicista, il 14 alla Circoscrizione 1, e Antonio Cristiano attore e regista, all’Ex-Cinema Aurora, oltre ad ospiti a sorpresa.
Ciao a tutti. Sandra

lunedì 6 dicembre 2010

8 dicembre... Ci siamo!


Ci siamo... Il percorso delle Annine è giunto al traguardo.
Ci siamo... Anzi CI SIETE. Non potrò esserci, ho un impegno più importante... è il compleanno del mio bimbo piccolo che comunque ha partecipato alla realizzazione del mio ex-voto in mostra!
Chiesa sconsacrata del Luogo Pio, Viale Caprera...
L’happening avrà inizio alle ore 10 con una mostra d’arte varia. Seguono il video “Apparizioni lungo il prcorso”, la performance “Un filo lega”, il video “San ragù”. Dalle 11 alle 12 la performance “Confessioni in confessionale”. Si prosegue con aperitivo, altre performance, musica classica, spettacolo teatrale e aperitivo finale.
Vostra SandrAnnina

martedì 30 novembre 2010

Un'occasione bellissima per conoscere la mia amica Simonetta Del Cittadino


La conosco da moltissimo tempo, l'ho intervistata qui!
E poi cliccate sull'immagine a fianco per ingrandirla.
Ciao a tutti, Sandra

sabato 20 novembre 2010

Tristezza. E silenzio...

Squilla il telefono qualche tempo fa, era un'amica. La sua voce è cambiata, non la riconosco. Ma poi. Devo dirti una cosa brutta, bruttissima... mi dice. E mentre la dice piange, e io non capisco, non distinguo le parole. Poi capisco. Purtroppo, capisco. E ora è tristezza. E silenzio...
Un saluto a tutti. Sono qui, non sono scomparsa...
Sandra

lunedì 1 novembre 2010

Venerdì 5 novembre Remo Bassini a Livorno col suo ultimo libro

Venerdì prossimo alle ore 18 alla Libreria Gaia Scienza: Piera Ventre, scrittrice e blogger, presenta l'ultimo romanzo di Remo Bassini.
Sarà presente l'autore.
Vi aspetto, vi aspettiamo...
sm

lunedì 25 ottobre 2010

Attenzione attenzione... a tutte le Annine...

A TUTTE, MA VERAMENTE TUTTE VOI, DEI LABORATORI DI SCRITTURA TEATRO ARTE E MUSICA: MARTEDI' 26 OTTOBRE 2010 ASSEMBLEA GENERALE DI TUTTE LE SOCIE ALLE ORE 18,30 PRESSO L' ASSOCIAZIONE P24 IN VIA DELLE TRAVI, 20 (VICINO ALL' ASA)
ODG:
- COMUNICAZIONI SVOLGIMENTO GIORNATA 8 DICEMBRE
- VARIE ED EVENTUALI
E' IMPORTANTISSIMO PARTECIPARE, NON DOVETE MANCARE, LA PRESENZA DI OGNUNA DI VOI E' IMPORTANTE
ANNINA

domenica 17 ottobre 2010

Un centinaio di persone alla presentazione del primo romanzo di Rachele Campi



Emozionante, è stato emozionante presentare libro d'esordio di questa scrittrice livornese, classe 1983. Emozionante perché era la prima presentazione in assoluto, e diciamo che io e Annarosa Bechelli abbiamo preso per mano Rachele Campi e l'abbiamo aiutata a dare alla luce questo bellissimo libro. Finalmente un bel libro, l'ho detto ieri, e quando scoviamo un bel libro noi lettori siamo felici!

Le pagine scorrono leggere nella Londra degli anni trenta senza mai scordare il profumo del mare della cittadina da cui il protagonista arriva... Incontra l'amore, attraverso un sogno, vive varie vicissitudini... C'è malinconia, amarezza, senza perdere mai la speranza.

Un bel libro, presentato in un'atmosfera tranquilla, ieri alla Libreria Edison, peccato che le sedie non sono bastate per tutte le persone che erano lì per Rachele, e peccato che non abbiamo usato il microfono perché forse le nostre voci anche un po' emozionate non sono giunte alle persone nelle ultime file...

Grazie anche alla compagnia teatrale Dietro il Sipario che ha interpretato dei brani del libro è stata una serata piacevole (nella foto Dick Mattacchione)

Grazie alla giovanissima scrittrice, Rachele Campi per avermi dato l'opportunità di parlare del suo libro.

E grazie soprattutto per il suo contributo letterario... L'autrice mi ha detto che ha venduto moltissime copie, e le auguro tutto il successo che si merita!

Il libro si intitola IL CALAFATO Storia di Ewen Owen ed. Il Ciliegio
Foto gentilmente concesse da Stefania D'Echabur, che era in prima fila!

domenica 10 ottobre 2010

Rachele Campi: il suo primo romanzo!

Per leggere, cliccare sull'immagine!
Alla presentazione: oltre all'autrice, saranno presenti la sottoscritta e Annarosa Bechelli. Ci saranno letture degli artisti della Compagnia Dietro il Sipario di Dick Mattacchione.
Vi aspetto, dunque, il 16 ottobre alle 18,30 alla Libreria Edison di Livorno! Sandra


martedì 5 ottobre 2010

Le navi sono sicure nel porto ma non per questo sono state costruite

Se avete dieci minuti non c'è da leggere questa volta, c'è solo da guardare questo video di Alessio Bagherini. Aprite le casse, immagini e musica vi portano in un luogo magico, in cui io mi sono immersa in agosto!

Un bacio, a chi guarda, e a chi è nel video...

domenica 26 settembre 2010

Il richiamo del Pigi...


Cliccate qui, è dedicato a voi, che sapete...
Un abbraccio forte forte. Fortissimo...
(foto di Alessio Bagherini)

martedì 21 settembre 2010

Il cerchio delle nostre voci

A Quorle, nel Casentino. In una stanza di pietra, a piedi nudi, ho sentito me stessa. Ho sfiorato la mia anima. E le vostre anime. E voi. Voi che eravate intorno a me come un domino di emozioni, a buttar giù le maschere già un po’ calate un mese fa, al corso.
Chissà se vi rivedrò cari amici della Pieve di Romena: Claudia, la piccola grande Claudia l’ho rivista dopo qualche ora per caso in fila sull’autostrada davanti a me, e ci siamo salutate con schiocchi di baci tirati dai finestrini mentre la mia auto superava la sua. Chissà se vi rivedrò ed è così banale dire che non dimenticherò mai nessuno di voi.
Di voi ho molte cose, dei tre giorni del corso di agosto e di domenica scorsa. Di domenica e di quel cerchio di amore che iniziava con Giorgio e si chiudeva con Christian ho ancora tutto appiccicato: sguardi, lacrime silenziose o lacrime traboccanti con tanto di soffiate di naso, ho l’imbarazzo iniziale e la tenerezza finale di ognuno quando ognuno parlava di sé.
Ho il dolore di Giorgio che ha rotto il ghiaccio, seguito dalle parole della dolcissima Elisa che con i suoi occhi scuri e profondi ha detto per prima che in un certo periodo la vita non le piaceva più. E a ruota il forte e fragile Simone (mio “accanito” lettore!) che anche lui a volte fa fatica a vivere.
Ogni parola, ogni emozione detta o sospirata da voi pensavo: anche a me succede.
E Alessio con la sua solitudine che me lo sarei abbracciato fino a fargli male per dirgli che solo non è, ma non potevo fargli male, altrimenti poi per dispetto non mi avrebbe le foto che ha scattato! Elena coi suoi riccioli e la sua parlata fiorentina mi ha fatto piangere, e non solo lei, la dolce Rosal con la suo accento spagnolo che mi fa impazzire, e Claudia piccola che mi sparisce tra le braccia. E la bellissima Enza che vorrebbe anche dimagrire, ma che importa, la tua anima è così bella... e Paola che non voleva parlare e invece poi non si fermava più, e Massimo il gigante buono che quando ti abbraccia pensi che niente potrà mai farti del male. Susanna poi con la sua dolcezza e i suoi problemi che ho visto più gamba rispetto al corso di un mese fa. E Maria Giulia, la bimba bionda ricciolina mi ha fatto di nuovo piangere quando ha ricordato quel momento nella Pieve che la trovai singhiozzare davanti al crocifisso e piangeva così forte che sembrava che tremassero le mura. E Maria Luisa, con la sua calma ha ricordato di essere la prima ad essere abbracciata al corso, e si sentiva speciale. Rosalba era accanto a me, sulla destra e ogni tanto mi sussurrava: Non dico niente io, ma che dico? E invece ha detto cose di sé senza i tremori di un mese fa. Poi è toccato a me: e parlavo e piangevo, e piangevo e parlavo, ho fatto davvero un gran casino. E dopo di me Patrizia, la mia amica, il mio amore, il mio sole e ho pianto di nuovo in quel suo semplice raccontarsi perché le sue cose e i suoi drammi li conosco.
E Christian, il mio giovanissimo amico, che un mese fa mi ha confidato un segreto di un episodio orribile della sua vita, e ho sofferto con lui. E per lui.
E così il domino di emozioni si è concluso, con uno scambio di abbracci e parole che non si può raccontare perché le parole non ci sono per tutto.
Un abbraccio forte forte a tutti voi e a tutti gli altri che non erano presenti fisicamente con noi, ma erano lì con la loro anima.
La vostra Sandra (un po' piangiona, direi...)
(nella foto Quorle, scattata da Alessio Bagherini)

lunedì 30 agosto 2010

Enjoy the silence





Un bacio a tutti voi che state ascoltando il mio silenzio. A presto...
Sandra


giovedì 19 agosto 2010

Torno qui, alla Pieve di Romena


Certo che ci torno. Questa volta, dopo il Corso di corporeità di aprile scorso vado per il corso "Guardarsi dentro"

Per chi ha lo sguardo rivolto solo sulla sua fatica e sulla difficoltà del cammino, per quelli che dubitano di riuscire ancora a camminare: aprire gli occhi e scoprire che è possibile…
A presto. Sandra

martedì 17 agosto 2010

A tutte le donne che sognano un figlio...


Questo scritto è venuto fuori in due minuti pensando a una mia amica che speravo aspettasse un bimbo, anzi una bimba, le avevo già dato il nome. Ieri un messaggio: "Evidentemente diventare mamma non fa parte del mio destino... Grazie per aver sognato con me..."
Forse è brutto pensare che ci sono donne che non se lo meritano di essere mamme, ma io lo penso davvero, forse anch'io spesso non sono stata e non sono una brava mamma... Ed è brutto pensare che ci sono donne come la mia amica che scoppiano d'amore per la vita, e un figlio sarebbe il sigillo di questo dono di amare che hanno... La mia amica mi dice sempre che non si può avere tutto.
Mentre credevo che fosse incinta le ho scritto queste righe che metto di seguito, che lei ha già letto, ma che sono dedicate a tutte le donne che sognano notti insonni, mocci da pulire, abiti che sanno di latte rigurgitato, febbre alta da misurare ogni cinque minuti sperando che sia calata di una tacca... E che la mattina scivola nel tuo letto e te lo stringi e senti il cuoricino che batte forte forte e capisci che la tua vita è tutta lì, in quel tum tum...
C'era una volta una Principessa su una nuvola che stava cercando la sua mamma. Si chiamava Sofia e il suo nome era dolce, soffiato come un alito profumato di papavero. Dalla sua nuvola guardava in basso tutte le mamme possibili che poteva avere. Ce n'era una nevrotica che urlava sempre. No, non mi butto da lei. Ce n'era una che la vide rubare una mela al mercato. No, non sta bene. Ce n'era una che piangeva sempre. No, anche se avrebbe potuto aiutarla con la sua presenza, no, non poteva piangere con lei tutto il giorno...Ce n'era una poi, che aveva una voce sguaiata... Per carità.
Un giorno Sofia sonnecchiava e sentì una voce tranquilla, una voce che faceva sorridere, scese dal suo lettino azzurro e si affacciò tenendosi forte forte con le manine al bordo della sua nuvoletta. Vide una donna coi capelli mossi corti castani e lucidi che stava cucinando col sorriso, che portava i piatti in tavola col sorriso, che ogni tanto faceva qualche passo di danza sulle note della musica che si sentiva da lassù, anche se non sapeva danzare. Vide che dopo mise in piatti in una grande scatola sotto il lavello, sorridendo. Quella donna sorrideva, e aveva uno sguardo magnetico... Sofia stava rischiando di cadere di sotto dalla sua nuvola, ma doveva incontrare il suo sguardo, altrimenti non avrebbe potuto scendere verso di lei.
La donna di sotto prese i panni dalla lavatrice e sempre col sorriso negli occhi andò verso i fili. Esitò un attimo. Guardò in su, chissà se magari ce la faceva ad asciugarli per la sera. Il meteo dava pioggia per l'indomani... Guardò in su di nuovo. E vide una piccola nuvola. Sofia per l'emozione stava per cadere di sotto... E invece fu con quello sguardo la donna le porse una scala magica e lei coi passetti veloci da Principessa scese tutti gli scalini di corsa... La donna sentì un pizzicorino in fondo alla pancia. Un piccolo volo di farfalla. E da quella farfalla, la Principessa Sofia rimase dai primi battiti fino all'ultimo respiro della donna. Che morì felice dopo secoli vissuti con la sua Principessa.
sm

sabato 14 agosto 2010

Di nuovo "Il Tirreno"...


Di solito corro a prendere un po' di frutta e verdura di corsa nella mezz'ora di pausa pranzo, e mi piace arrivare al mercato trafelata, coi banchi stanchi che stanno per chiudere e che comunque hanno ancora i loro colori...
In qua e là pezzi spiaccicati di qualsiasi frutto, cassette abbandonate con rimasugli di verdure lasciati lì in attesa di essere buttati via o forse per qualcuno che poi li prenderà. Perché a volte, sì, vedo qualcuno che rovista in questi mucchietti improbabili di qualcosa, e magari qualcosa porta via...
Vado sempre a un banco diverso, e con la mia shopper grigia qualcosa da comprare trovo sempre, a un banco ogni giorno diverso.
Il mio scritto per il concorso de "Il Tirreno" è nato tra i colori di quei banchi che stanno per chiudere, verso le due di pomeriggi estivi...
Eccolo qui.

mercoledì 28 luglio 2010

La mia prima intervista!

Ringrazio di cuore la scrittrice Laura Rossiello che ha realizzato l'intervista e il Direttore della rivista Livornononstop, Bruno Damari, che mi ha dato tanto spazio!
E Margherita Dalle Vacche che l'ha messa qui!
Smack!

lunedì 26 luglio 2010

Concorso Il Tirreno, Le parole che non ti ho detto

C'è un concorso sul quotidiano de Il Tirreno, "Le parole che non ti ho detto", ho inviato ogni settimana uno scritto e ogni lunedì ho avuto la sorpresa di trovare il mio racconto...
Ecco i racconti:

Più bello di Antonio Cabrini

Sono passati trenta anni, ora devo dirti una cosa

Fiume-Pejani andata e ritorno

Che ne pensate?

Un bacio a tutti. Sandra

martedì 20 luglio 2010

Guerra e Cucina alla Caprillina

C'è fresco alla Caprillina. Il libro è bellissimo, ve lo posso assicurare...
Info sul libro qui.
Ci vediamo lì...
Sandra

domenica 18 luglio 2010

"Lì, tra le strade sottili di linfa e rugiada" Presentazione domani al Simposio di Roma, ore 19

Domani alle 19, al Simposio di Roma, in Via dei Latini 11, nel quartiere di San Lorenzo, sarà presentata l'antologia per Editore Perrone Lab che contiene un mio racconto sul tema dei luoghi.
Un abbraccio a tutti, no, troppo caldo, un bacino tirato.
Sandra

sabato 17 luglio 2010

I suoi sogni erano altri


"I suoi sogni erano altri" è il racconto pubblicato in questa antologia, pubblicata da Editrice Manidistrega che contiene 16 racconti di altre donne scrittrici.
Ringrazio Margherita Dalle Vacche per l'opportunità che ha dato a me e alle altre autrici di veder pubblicata la nostra opera.
Nella foto a sinistra io sono quella lunga, che guarda chissà dove...
Per voi ecco le prime righe del mio racconto...

I suoi sogni erano altri

I suoi sogni erano altri. Ed erano finiti nel momento in cui suo padre, con un grande sorriso, aveva appeso al muro una cornice in plexiglass. La cornice era appesa sopra la parete della cucina troppo piccola. Ai lati del tavolo tre sedie in formica. Anche il tavolo era in formica, ma era da sempre coperto da una tovaglia cerata, altrimenti si rovinava. Dentro la cornice, una lettera: una lettera raccomandata, in cui si comunicava, con molto piacere, che la signorina Adele aveva vinto un posto al Comune di Firenze, come collaboratore amministrativo, quarta qualifica funzionale. Si era classificata prima su circa trecento partecipanti e i posti in concorso erano due.
Adele era stata la più brava nelle tre prove. Test psico-attitudinale: perfetto. Prova scritta di informatica: compilazione di un flow-chart per calcolare il minimo e il massimo di una sequenza di numeri. Prova orale: stupefacente. Aveva incantato la commissione giudicatrice rispondendo a una raffica di domande di diritto amministrativo e diritto tributario. Raccomandazioni: nessuna.
CONTINUA...
Info sull'antologia qui. E le altre foto della serata qui. E tutte le curiosità e il mio commento qui.

mercoledì 14 luglio 2010

Sono una donna. E scrivo.


Ovviamente siete tutti invitati. La serata sarà spassosissima, Paola Pasqui è una grande attrice, penso che l'unica cosa è che vi sentirete male dalle risate.
Io sono molto emozionata, e sarò sfinita di sensazioni anche perché venerdì finisce il corso con Lindsay Kemp che mi ha distrutto fisicamente, visto il mio grande allenamento giornaliero ;-), ma mi ha fatto uscire un fiume in piena di emozioni...
Ci vediamo!

sabato 10 luglio 2010

Danzerò con Lindsay Kemp...


Se qualcuno è lettore affezionato avrà notato che odio le palestre dove ci uccidiamo per modellare il corpo...
Ho trovato questo Laboratorio che il mitico Lindsay Kemp tiene nella mia città. E allora da lunedì a venerdì della prossima settimana sarò con lui al Teatro Goldoni: per far danzare l'anima. Col corpo.
Poi vi racconterò!
Un abbraccio a tutti! Sandra

sabato 3 luglio 2010

Presentazione del libro di Claudia Mazzoni il 9 luglio alle 18,30 - Libreria Edison di Livorno

Ecco, vi ho svelato il segreto. Claudia la potrete trovare il 9 luglio!
Sarà con lei: Angela Simini. Voci recitanti: Elda Marchetti, Valeria Volpe, Silvana Cocorullo

IN QUESTA TERRA


E' INVERNO
TRA I POPOLI DI QUESTA LINGUA
INCATENATA DA CIRCOLI SANGUIGNI
IN QUESTA NOTTE DI LUNA PIENA
URLANO I SANTI DI QUESTA TERRA;
NON C' E' VITA IN QUESTA PRIGIONI
LA LIBERTA' E' UN OBBIETTIVO DA RAGGIUNGERE
E INDIRIZZARE LA' FUORI;
SIAMO RIMASTI I SOLI AVIVERE QUAGGIU'
NIENTE DA CERCARE;
I PICCOLI EROI DELLA TERRA PROMESSA SI SONO ARRESI
E BATTENDO LE ALI SE NE SONO ANDATI;
IN QUESTO GIORNO DI FUOCO NIENTE PIU' ARMI;
FERMARE QUEI CAMPI ARIDI DI BATTUTE
INFRANTI DALLE LEGGI DELL' UMANITA'
E' L' UNICO ARCHIVIO CHE ABBIAMO
IMPRESSONELLA GRANDE BIBLIOTECA DEI PERDENTI.

Un bacio a tutti... Sandra

lunedì 28 giugno 2010

Creare un'attesa...


Claudia Mazzoni, tra qualche giorno presenterà la sua seconda raccolta di poesie, UNA PARTE DI ME.
Siete tutte invitate... dove e quando è ancora misterioso, anche se io lo so. Misterioso come misteriosi sono i suoi occhi...
Vi assicuro che sarà a Livorno. Ma vi aggiornerò, perché non dovrete mancare...
Intanto vi regalo una sua poesia del libro.
Lacrime
Ho vissuto per te
sono nata dalle tue lacrime
perché poi sperare?
La mia quiete inganna, la sorte leggera che cammina
ma tu dov'eri?
I miei occhi cercarono invano negli occhi dell'altro
cercarono la tua depressione
il tuo rimpianto
nelle braccia stanche
convogli distanti;
sono qui ho capito
per oggi e per sempre.
Grazie Claudia (b.t!) per la tua amicizia, di esserci sempre, e di esserci come ci sei te.

martedì 22 giugno 2010

Giornate pigre


Giornate pigre di ferie e intemperie, di panni che asciugano al vento e poi si bagnano subito dopo con la pioggia improvvisa... Giornate pigre in cui aspetti qualcosa di nuovo, e invece finisci per cercare nel passato... e guardi foto sul pc e sorridi, o hai il nodo alla gola.
Poi trovo questa, scattata in una serata indimenticabile, l'anno scorso di agosto al concerto di Fossati.
Emozioni forti sotto un cielo stellato, e una luna che è passata in un angolo dell'abbazia di San Galgano per salutare le note, la voce sua e la voce mia che le ha cantate tutte...
Serata stupenda insieme al mio amore e ai miei amici più grandi. E se leggono qui sanno che mi rivolgo a loro due.
Sandra

martedì 15 giugno 2010

Momenti di Annine!

Eccoci, non siamo aliene, siamo Annine, donne che scrivono, che si emozionano per una poesia, che scherzano sugli errori, che accettano critiche. Queste donne, capitanate da Simonetta Filippi, hanno avuto la fortuna di avere come docente la grande Patrizia Pasqui!
Grazie Annine, per tutto ciò che mi avete regalato, per i vostri sorrisi, racconti, lacrime. E per la vostra energia che rimbalzava su di me e tornava a voi...
Domani inizia il laboratorio di teatro con Paola Pasqui. Spero di incontrare molte di voi!
Ciao a tutte, la vostra SandrAnnina!

sabato 12 giugno 2010

Una mia poesia in questa raccolta

Girellando per internet in questa giornata lenta dove ascolto gli uccellini che cantano sul tetto, la mia gatta che russa sulla sua poltrona arancione e gli olivi in giardino che fanno danzare i rami, ho trovato che una mia poesia è stata pubblicata in questa raccolta che è in fase di stampa.
I miei versi (la parola poesia mi piace molto, ma mi fa anche tantissima paura, ho una specie di reverenza e rispetto troppo grande per usarla per me, piccolissima lunga persona che scrive...) li metterò qua non appena il libro sarà pubblicato!
La fonte dove ho trovato questa notizia è qui.
Grazie per la condivisione di questa emozione...
Sandra

venerdì 4 giugno 2010

Continua il progetto MA...DONNA!


Gentile (oppure no) amica... donn... ragaz... FEMMINA,
l' Associazione "...CHIAMIAMOLA ANNINA", nata con lo scopo di promuovere, diffondere e sostenere la cultura femminile, ti propone la realizzazione del progetto :
"MA... DONNA, dell' essere e dell' apparire"
PREVISTI: 4 laboratori: SCRITTURA, TEATRO, MUSICA, ARTE
E una mostra finale di presentazione degli elaborati il giorno
8 DICEMBRE 2010
Ultimo incontro del
LABORATORIO di SCRITTURA con PATRIZIA PASQUI
"La sacralità del quotidiano" 12 e 13 giugno (sabato 18-20; domenica 10-12)

Sono aperte le iscrizioni al
LABORATORIO di TEATRO con PAOLA PASQUI
"Dal testo scritto alla elaborazione teatrale"
16 giugno-23 giugno-25 giugno ore 19-22 ultimo incontro a settembre
primo incontro al TEATROFFICINA REFUGIO scali del Refugio 8

Contatti:
Simonetta Filippi 333 7084166 lisettafippiomin@yahoo.it www.simonettafilippi.com
Samanta Mela 335 5259946 samanta.mela@gmail.com
Monica Urbani 335 6222167

martedì 1 giugno 2010

Cristina Lastri, un'Annina che scrive poesie

Sì, lo so, direte voi, scrivi sempre di Livorno, di artisti di Livorno, cosa ci fa Cristina Lastri, scrittrice e poetessa di Pisa? Sono convinta che Livorno senza Pisa non avrebbe senso... e viceversa. E il detto livornese E' meglio un morto in casa che un pisano all'uscio per me non esiste, meglio avere un pisano in casa, e averlo in questo blog quindi... O no?

Sospesa

So che il limbo esiste.
Lo abito da qualche tempo
zona neutra
asettica camera
di decompressione
rarefatti i battiti
misurati i respiri
Perché…PERCHE’ ?

Voglio tornare indietro
“gambero intergalattico”
al finto Eden
e crogiolarmi
solo di passioni
angeliche…
O saltare avanti
“canguro smanioso”
per tuffarmi nei colori
impalpabili del vuoto.

Dov’ è la stanza dei bottoni?

da "D'istanze", Giovane Holden Edizioni, 2009

Cristina Lastri nasce a Pisa, è laureata in Scienze motorie e insegna alla scuola primaria. Da alcuni anni ha riscoperto il piacere dello scrivere, iniziando un percorso di approfondimento attraverso diversi laboratori: narrativa, autobiografia, drammaturgia e poesia e si è affacciata a concorsi letterari e reading. Ha pubblicato le sue poesie e i suoi racconti in antologie. Oltre alla scrittura ama l'arte in ogni sua forma, in particolare la musica.

Ringrazio Cristina per avermi permesso di pubblicare questa poesia!
s.m.

martedì 25 maggio 2010

In questa antologia c'è un mio racconto



Questo libro, Quando la pelle non ci separava, Perrone Edizioni, è stato presentato ieri sera a Roma, è un'antologia sul tema del corpo.
C'è un mio racconto.
Eccolo!


SOLO ALLA FINE HAI CAPITO

Adesso sono morto.
Un corpo morto, ma vorrei dire due parole all’anima che mi abitava, affinché non ripeta, in un altro corpo, gli errori che ha fatto con me. Sono morto, non sono più niente, ero un corpo bellissimo, levigato, tonico, abbronzato. Corpo scattante. Figura alta, ed esile. Figura sinuosa.
Adesso di quella figura bella che avevi modellato non rimane molto, sono molliccio, sono, come dicono i medici, un cadavere in via di putrefazione. Purtroppo. Se tu mi vedessi, adesso: puzzo, un tanfo tremendo, non certo di lavanda, come quella crema che mi cospargevi, anche troppa, dopo la doccia. Adesso puzzo, sì, mi faccio schifo, è un odore che fa veramente vomitare. Ma non posso vomitare. Perché sono morto.
Cara anima che mi abitava, mi hai massacrato di ginnastica, nuotate, e addirittura canottaggio.
Il massimo è stato quando frequentavi quella palestra ultima moda in città e si iniziava così: venti minuti di riscaldamento sulla cyclette, poi venti di pedalata veloce, e dieci minuti di defaticamento. E poi. Il giro dei macchinari per interno coscia, esterno coscia, tricipiti, bicipiti. Addominali: alti, bassi, obliqui.
Ma questo era solo l’inizio: di corsa nella sala a fare step.
Ti odiavo, sì, ti odiavo, perché c’era puzzo di sudore di trenta o quaranta invasati che si scagliavano su quello scalino, e tu come loro. E ti ricordi quella volta che mi sono rifiutato di saltare? Quel giorno l’insegnante urlava più del solito, come un capo dei marines, urlava così tanto che avevo il terrore che mi prendesse per i capelli e mi sbattesse su quello scalino.
Lì, ho ceduto. Ma tu non mi hai portato via, no.
Giù in piscina, con quelle donne, un po’ più anziane che saltavano come rane gracidanti e avvizzite in una pozza d’acqua, e io lo so, ci facevano anche la pipì, perché sennò se uscivano dalla pozza prendevano freddo. E poi dopo il bagno turco, e la sauna, e poi la doccia, finalmente, e poi il massaggio con la crema.
Ecco… era l’unico momento bello per me.
Non mi hai mai dato un attimo di pace.
Penso che i tuoi sensi di colpa siano troppi se ti ricordo un momento: soprattutto quando mi portavi dall’estetista per la depilazione. Ceretta a caldo. A parte il caldo della cera che già sussultavo, ma lo strappo. Lo strappo orribile, secco.
Sì, va bene, la cera era al miele, ma lo strappo era fiele. E per qualche pelo poi, non ne hai mai avuti molti…
E quella volta che ti è venuto in mente di fare la lampada integrale? Appesa a braccia in su, con un paio di mutandine di carta, intorno a tutti quei neon. Mi sembrava di essere uno schiavo frustato dal padrone perché al mare magari non si era abbronzato a dovere.
E via sferzate di raggi uva, fino a che i led rossi non lampeggiavano lo zero del tempo e io mi accasciavo, ancora appeso alle maniglie. No… devi ricordarti anche della mesoterapia, terapia crudele sull’esterno coscia e sui glutei.
Ma perché? Quello era veramente terrificante, decine di aghi, piccoli, d'accordo, piccoli, distribuiti a raggiera, e infilati nella carne.
Ma non era tanto il dolore degli aghi: era il liquido, il liquido che faceva male. E tu, no, insistevi, la cellulite, la devo far andare via! Mai un momento, un periodo, un anno di pace. E quando eri piccola perché eri troppo magra, poi avevi un seno più grande e uno più piccolo, e poi i ginocchi troppo vicini. E alla fine. E alla fine invece. Alla fine quando ti hanno detto che non avevi più molto tempo da dedicarmi e forse neanche più le forze per farlo, eri diventata davvero bella, eri morbida, e invece di farmi stare in palestre chiuse, dighe di sole e di aria, e in pozze fetenti di cloro mischiato a pipì, mi hai portato al mare.
Ma non al mare a correre con la musica nelle orecchie. No. Al mare a camminare, a sentire il suo rumore, a vederne lo schiumare. E c’erano i colori del mare, e c’era quell’odore di alghe un po’ marcite al sole, ma che sa di profondità e di abissi.
È in questo ciak finale della tua vita che sei veramente diventata bella, e hai capito quanto sia importante uno sguardo di azzurro, un abbraccio col vento, un sospiro di fresco, e quelle tenere carezze che l’acqua del mare dà e che mi hanno unito a te, all’anima.
Avevi preso qualche chilo. Ma andava bene così. E nella bara, con quel vestito chiaro, che il chiaro non te lo mettevi mai perché ingrassa, eri luminosa.
Non eri mai stata così bella.
s.m.

martedì 18 maggio 2010

venerdì 14 maggio 2010

Corse per corsi?

Domani mattina inizio un laboratorio di scrittura teatrale a Cecina con Lucia Calamaro.
Domani pomeriggio ho il secondo incontro del laboratorio di scrittura creativa con Patrizia Pasqui e la Simo Filippi.
Farò le corse...
Ma.
La mia passione è scrivere, carpire, creare, emozionarmi, studiare...
Non sono corse per corsi quindi...
Sono percorsi, della mia vita.
Non so dove mi porteranno, so solo che ogni volta che esco da queste esperienze sono più ricca: di parole prima di tutto, di sfumature, di esistenze che incrocio, di sguardi, di colori di sciarpe, di sorrisi delle annine e di domani, al nuovo corso al Teatro, non so, per ora le voci che ho sentito per voci di donne, limpide, e giovani, con molto entusiasmo.
Vi dirò.
Un abbraccio serale, e tranquillo.
La vostra Sandra.

martedì 11 maggio 2010

11 maggio 2063

Nella foto io e la Pela nel lontano aprile del 2010 al corso di Corporeità alla Pieve di Romena

Mi chiamo Sandra, ho quasi cent’anni, e ho la mano destra che ha scritto per una vita e che vibra ancora per fermare pensieri, emozioni, raccontare storie come questa che state per leggere. Non ho mai pubblicato niente, scrivevo per regalare emozioni sui biglietti di Natale, in molti mi dicevano che il dono era bello, ma era il biglietto che faceva battere il cuore. Forte. Scrivo da sempre, le mie parole passano dall’anima alle dita in un attimo, a volte fanno capolino nel cervello per poi subito fuggire. Parole immediate che a volte hanno fatto anche male. Ero molto impulsiva, non so se è stato un bene o un male. Sono stata e sono una sognatrice, volevo sognare i sogni, altrimenti, ho sempre detto, non si sarebbero mai realizzati. Di solito ho ottenuto quello che mi ero prefissa, il mio sogno più grande è stato quello di pubblicare un romanzo, ma forse non sono stata abbastanza testarda per questo, troppi compromessi magari, chissà. In fondo mi bastava regalare emozioni con le mie frasi e la mia grande soddisfazione era di ricevere sms come quello che mi inviò la mia grande amica Patrizia, il giorno prima dell’Epifania del 2009: Ho letto la tua mail... è stupenda... il modo in cui scrivi è bellissimo... riesci a far vibrare le mie corde...
La Pela tra poco più di un mese festeggerà i suoi cento anni e la porterò alla Pieve di Romena dove siamo state più di cinquant’anni fa. Ma è una sorpresa. Lei non lo sa ancora.
s.m.

lunedì 10 maggio 2010

Leggete questi versi: sono di Nadia Chiaverini

Nadia Chiaverini è un'artista, scrive versi che sono stati pubblicati in antologie...
Nadia è un' ANNINA come la sottoscritta, e insieme frequentiamo il laboratorio di scrittura MA... DONNA.


Smarrimento

Stillano attimi delusi
a domandarmi perché
l’anima mia sia così al fondo

Smarrimento tra l’erba che trema
attendo che la volontà di me assente /ritorni
Attizza l’arsura
le disadorne membra atone

Nell’alba già appassita
orgia di spiriti
fremiti sparsi
nel languore notturno

Grazie di cuore a Nadia, per averci regalato questa poesia.

sabato 8 maggio 2010

Una goccia del manoscritto di Stefania D'Echabur



Nella valigia avevo portato con me la speranza di rincominciare, la fiducia di dimenticare il passato, mi ero ripromessa che niente e nessuno mi avrebbe fatto del male.
Oggi sto piangendo, è da tanto che non avveniva, piango per il dolore di Nina, piango per la perdita di una madre che un giorno ho dovuto allontanare per non farmi demolire fino all’annientamento.
Ho preso questo piccolo pezzo del lavoro di Stefania... spero che ne sia felice, è una parte bellissima del romanzo che sta scrivendo.
Nella foto siamo insieme, lei è quella splendida mora con l'abito rosa.
Ciao Stefania! La tua Sandra lunga.

giovedì 6 maggio 2010

La inesauribile e splendida Simonetta Filippi: domani recital-presentazione del suo nuovo libro

Domani sera, venerdì 7 maggio,
alle ore 20, alle 21 e 22 al Nuovo Teatro delle Commedie, via G.M. Terreni a Livorno,
Sirena Spiegata - Voci di scoglio - 49 racconti + 1 presentazione del nuovo libro di Simonetta Filippi con allegati 2 cd audio dei testi letti da 53 voci livornesi (da Nada Malanima a Fiorella di Gagarin) musicati da Antonio Ghezzani e filmati da Giulia Bernini.
Spettacolo in movimento con: I Loungerie, Aldo Bagnoli, Aldo Galeazzi, Antonio Ghezzani, Eleonora Tarabella, Floriana Gerosa, Giulia Bernini, Silvana Cocorullo, Simonetta Filippi, Stefano Pilato in collaborazione con la Gaia Scienza.
ingresso gratuito

E' GRADITA LA
PRENOTAZIONE AL NUM. 333 7084166.
Io ho prenotato per le 20!
A domani! Sandra

martedì 4 maggio 2010

Mamme distrutte

Questi pensieri sono rivolti a tutte quelle mamme che si sentono perse, che non vedono spazi per fare una doccia, per fare anche la cacca, per fare una telefonata a un’amica… Sono pensieri che ho raccolto man mano che i miei bambini mi facevano impazzire di rabbia. O impazzire di gioia. Sono per voi, che magari non vedete speranza… Ma la speranza e la luce c’è. Sempre. Solo per il fatto che avete un bambino… anche se rompe le scatole…
Leggi tutto su Manidistrega
L'immagine è un dipinto a olio di mia suocera, la pittrice Francesca Egizia Razzauti.

sabato 1 maggio 2010

Ci sono!

Sono legata a tutti i miei scritti, ogni tanto li rileggo, li coccolo, li taglio, li allungo. C'era un racconto nella mia cartella che non aveva mai preso aria, mai preso vita. Lo rileggevo ogni tanto, mi piaceva molto, ma non trovavo l'occasione giusta per farlo volare dal pc. E da me. Poi. Poi ho partecipato al concorso di Manistrega con quelle pagine. Ed il racconto è stato scelto per un' antologia. Adesso non sarà più mio, ma sarà vostro... Il libro sarà presentato in estate qui a Livorno. E so già che sarà un'emozione fortissima... Leggi qui!
Sono felice che in questa antologia ci siano amiche, sono dispiaciuta perchè altre amiche non ci sono, ma spero però che quella sera siano con me, con noi!
Sandra

venerdì 30 aprile 2010

Una foto della Pasqui, un racconto della Pasqui


Ieri con la mia grandissima amica Paola Pasqui (di lei ho scritto qui) sono andata al ristorante giapponese. A parte il fatto che ci siamo date appuntamento alla stessa ora in due posti diversi, ma questo è il minimo, si è riso tanto, come di solito si fa...
Vi allego una foto di Paola che è molto brava nell'intingolo del sushi con le bacchette... Io invece ho dato di forchetta...
In più, colgo l'occasione per farvi leggere un suo racconto...
Perché Paola Pasqui fa schiantare dalle risate col suo cabaret, ma è anche scrittrice sensibile, e un giorno ci faremo le editor a vicenda. Lo so...
Un bacio a Paola che ci ha regalato questa storia!
sm

giovedì 29 aprile 2010

martedì 27 aprile 2010

Eccomi a Roma, che leggo il mio racconto!


Lo so, strizzate bene gli occhi, sulla sinistra ci sono io. Sulla destra l'editore Giulio Perrone... Accanto a me, dall'altra parte c'è il mio angelo custode.
Questa è l'unica foto che ho di questo momento, me l'ha scattata il mio ometto con il cellulare...
L'antologia dove è stato pubblicato il mio racconto è: AA.VV. La seconda linea blu, Edizioni Perrone.
Grazie per il vostro affetto, per le vostre visite che sono sempre più numerose. E grazie a chi commenta sempre e a chi lascia solo una traccia di energia!
Ecco, potete leggere.
LUNA PAFFUTA

È ancora caldo in questi giorni ventosi d’ottobre, fra poco salirà la luna nello spazio di cielo che vedo dal balcone. E queste sere la luna è bella, rotonda, diciamo paffuta, un po’ come lei.
È un periodo in cui lei cammina con più fatica, non mi permetto neanche di farle i soliti scherzosi agguati. Ogni tanto, mi accarezza con una dolcezza diversa da prima e sembra che rifletta. E pensare che per me, così grossa, è ancora più bella: la sua pancia è cambiata, ma il suo volto è lo stesso di sempre, anzi, adesso risplende.
Il pomeriggio si riposa sul divano, piano piano mi avvicino, mi arrampico con cautela e cerco di andare sulla sua pancia, ma scivolo, non ci sto bene come un po’ di tempo fa, ha qualcosa d’ingombrante sotto i vestiti, cerco le sue carezze, ma lei mi sposta sulle sue gambe e da quaggiù non vedo i suoi occhi.
È successo un pomeriggio, al solito ero appiccicata a lei e si sonnecchiava insieme: quella pancia a forma di arcobaleno ha cominciato a muoversi ogni tanto, e poi sempre più spesso. Sembrava che mi accorgessi in anticipo dei movimenti e mi alzavo e puntavo le orecchie voltandomi verso di lei un attimo prima di vedere, sul suo viso contratto, delle smorfie di dolore. Di dolore e di stupore.
Dopo parecchie scosse lei si era alzata per ricomparire dopo qualche giorno con un vero terremoto: un gatto senza peli che dorme con me in una nuova culla che sono certa lei ha preparato per me, per farsi perdonare di questa sua assenza.
Io e lui dormiamo insieme e annuso, annuso avidamente come a volermi riempire di quel profumo di latte e talco che emana questo nuovo amico. E mi sento una gatta felice.

Sandra Mazzinghi

lunedì 26 aprile 2010

Via, verso Roma adesso...

Oggi riparto, vado a Roma, ancora con gli odori e la quiete della Pieve di Romena nel cuore.
Vado alla presentazione dell'Antologia sul tema della nascita dal titolo "La seconda riga blu", Edizioni Perrone, dove è stato inserito un mio racconto.
Quale? A breve ve lo farò leggere...
Un abbraccio fortissimo a tutti voi! E un grazie a Luigi Salerno che tempo fa mi aveva segnalato il concorso...
Sandra

giovedì 22 aprile 2010

Vado via...


Domani, e fino a domenica sera, io e la Pela saremo alla Pieve di Romena, nel Casentino, a un corso di corporeità: non chiedetemi cos'è, non lo so con precisione, vi racconterò al mio ritorno!

martedì 20 aprile 2010

Prego, salite sul tappeto volante...

Le sorprese mi fanno impazzire, adoro trovare cose all'improvviso lasciate per me da qualcuno, biglietti dei miei bimbi che mi dicono anche solo Mamma comprami il quaderno a quadretti, cd e libri che il mio veterinario preferito mi regala, mail improvvise che mi comunicano qualcosa, bigliettini al lavoro di colleghe che mi salutano perchè non mi hanno trovato nella stanza che ero a fare la pipì. E stasera ho trovato questo!
Ringrazio di cuore il mio amico Luigi Salerno che non so come ha scovato questo racconto, e lo ha pubblicato sul suo blog!

sabato 17 aprile 2010

Che bello essere un'Annina!

Stamani ho aperto la posta e ho trovato questo bellissimo pensiero. La mail è di Simonetta Filippi, cuore dell'Associazione Chiamiamola Annina.


GRAZIE per la fiducia che mi avete dato, per le vostre parole sincere e disinteressate, per le vostre risate contagiose e leggere, per la vostra amicizia, per la vostra pazienza, per i nostri incontri, i nostri sguardi complici, le nostre cene, GRAZIE per esservi imbarcate con me in questa avventura... sempre, prima di qualsiasi situazione in cui devo espormi, mi pento e mi dolgo e mi chiedo chi me lo ha fatto fare... anche stamani già sto male, ma so che stasera, mentre parlo, posso guardarvi e che siamo insieme, e se qualcosa non va ci facciamo una bella bevuta, una bella risata e lo affrontiamo insieme...
SIAMO FORTI, ANNINE, CI DIVERTIREMO,
PAROLA DI SIMO

Grazie a te per questa idea stupenda per Livorno, per un confronto, una condivisione tra donne sempre in movimento, fisico e di pensiero...
Ci vediamo oggi Simo, orgogliosa di essere un'Annina! Sandra

giovedì 15 aprile 2010

Una follia... Ho intervistato Annina, in ricordo della mamma del poeta Giorgio Caproni...


INTERVISTA AD ANNINA

Incontro Annina su un canale della Venezia, è bella, una bellezza verace, e una voce accattivante, che sfida quel vento che abita inflessibile a Livorno.

Annina, come mai ti hanno chiamato così?
Mi chiamo come la madre di Giorgio Caproni (qui), come lei vado a giro in bicicletta e scopro Livorno negli occhi e nei gesti delle donne di oggi, ma chiamo Annina una mia amica cinese che ha un nome impossibile, però "è giovane e fina..." come dice Simonetta Filippi, nella sua poesia “Cercando Annina”.
Qual è il tuo sogno, con le tue donne dell'Associazione?
Il nostro sogno è realizzare il nostro progetto SOLO per il gusto di FARE, DARE VOCE e veder partecipare un MARE di donne!
Il primo progetto è "Ma... DONNA, dell'essere e dell'apparire", in cosa consiste?
Il progetto nasce da una vignetta satirica di Massimo Bucchi che mostrava l' immagine di una Madonna che si chiede: Essere o apparire?Da questa ironia e consapevolezza nasce il nostro progetto, perché anche noi donne ci barcameniamo continuamente tra il voler essere e l' apparire... e allora, RUZZIAMO su questo... svisceriamo il dilemma e divertiamoci in quattro laboratori (ARTE, LETTERATURA, TEATRO e MUSICA) a raccontarci e reinventarci, ognuna a modo suo, ma lavorando insieme, una MA... DONNA molto concreta (oppure no...).
La performance finale?
Se ci concedono la chiesa sconsacrata di piazza del Logo Pio, la performance finale sarà un momento di festa e divertimento, dove ciascun laboratorio dimostrerà quello che ha prodotto, saranno coinvolte anche le visitatrici alla mostra, ma non voglio togliere niente alla sorpresa, e poi, è possibile che nei laboratori TUTTO venga cambiato.
Ma secondo te, tutte donne, andrete d'accordo?
Io mi auguro che non andremo d' accordo, anzi, ci accapiglieremo alla grande, è dal confronto libero che si costruisce qualcosa di vero.
Ringrazio Annina per essersi presentata a voi lettori, lei mi sorride, mi invita al progetto, e se ne va in bici, col vento di salmastro che appiccica i capelli.
Intervista rilasciata da Annina a Sandra Mazzinghi
E adesso vi spiego il perchè ho cercato Annina sui canali della Venezia...
A Livorno Simonetta Filippi, Samanta Mela e Monica Urbani, hanno partorito una nuova Associazione culturale femminile: “Chiamamola Annina” è il suo nome, nata con lo scopo di diffondere e sostenere la cultura femminile. A breve sta per partire il loro primo progetto: “MA… DONNA, dell’essere e dell’apparire”, con l’obiettivo di produrre dibattiti, scambi di vedute, stimolare interpretazioni diverse sull’argomento della donna, del suo essere e del suo apparire, attraverso momenti di elaborazione creativa, progetti artistiche e incontri collettivi.
PROGETTO "Ripensare" l' immagine della donna come altro e diverso da ciò che oggi sembra essere l'unico modello di appartenenza. Provocazione, ironia, cinismo e allegria, saranno gli strumenti utilizzati durante le varie fasi dell'iniziativa. Esasperare l' importanza che oggi è data all'immagine di sé, così tanto da farla diventare "sacra". La sacralità non è vista in senso negativo, né denigratorio, ma è solo uno stimolo per "giocare", ironizzare, prendere in giro sé stesse, o meglio la figura della donna moderna, come ce la presentano i mass media, oppure (perché no?) glorificare la capacità di apparire.
FASI DI ELABORAZIONE Creare 4 gruppi di lavoro: ARTE, LETTERATURA, TEATRO, MUSICA che svilupperanno il tema: "MA... DONNA (dell' essere e dell'apparire)
PRODOTTO FINALE Una mostra artistica che rappresenta il momento finale ai vari appuntamenti di elaborazione, da realizzare nella chiesa sconsacrata di Piazza del Logo Pio (LI) il giorno 8 Dicembre 2010.

Si inizia così: LABORATORIO di SCRITTURA al FEMMINILE
con PATRIZIA PASQUI
"6 incontri per scrivere della sacralità del quotidiano"
17 e 18 aprile 15 e 16 maggio 19 e 20 giugno
sabato 18-20 domenica 10-12
Il primo incontro a Livorno, al Centro Donna Largo Strozzi, 1
info:
Ah, io ci sarò, puntualissima sabato prossimo, al primo incontro! Sandra

martedì 13 aprile 2010

Da una foto di Daniela Fariello, è nato un piccolo racconto


Il comò dalla parte dove dormiva lei


Questo era il comò dalla parte dove dormiva lei.
E quando la figlia decise di disfarsi dei mobili vecchi della casa, alla sua morte, trovò una cosa insolita, all’interno: la vita.
La vita contenuta in un comò.
Luce e vita.
Il cassetto non si apriva bene, dette uno scossone più forte e cadde a terra: era pieno di fiori secchi, piccini e più grandi tuttora coi piccoli steli attaccati e ancora coi petali dalle sfumature acquarello ormai stinti.
Mucchietto di fiori rovesciati sui mattoni di cotto, forse era la prima volta che uscivano dal cassetto.
Con più facilità aprì l’anta credendo di trovare un pitale in porcellana, sbreccato, e puzzo di chiuso.
No.
Ancora fiori, mucchio di fiori che scivolavano lentamente in terra come una piccola valanga di neve che si muove dall’alto di un piccolo monticello colorato. E ancora piccolissimi fiori, secchi, spezzati, minuscole corolle indistinte, polvere di pistilli che da decenni vivevano al buio. Dentro un comò.
Perplessità, curiosità per questo cumulo di colori, di questa esplosione di pezzetti, ormai pezzetti, di fiori di campo.
La figlia scostò i fiori con la mano, come da un camino si toglie la cenere rimasta con la scopa di metallo: trovò due lampade a petrolio. E dentro a una lampada: un piccolo rotolo di carta ingiallita, legato con uno stelo di fiore.
Lo aprì, indiscreta, curiosa. Veloce, sudata, e maldestra. Una specie di titolo: Se un giorno vi chiederete perché. E poi:
Ogni fiore è un momento di amore con il mio grande amore. Dalla prima volta con lui, fino all’ultima volta, sempre con lui, sempre.
E da alcuni fiori sono nati i nostri figli.
Le lampade nei momenti di amore le volevo accese, una su questo comò, una sul suo. Lo volevo vedere l’amore col mio amore, volevo vedere le nostre ombre imprecise tagliate da quel crocifisso lì sopra che ogni tanto arrossiva, ma benediva.
Se vedevo le nostre ombre non pensavo di sognare perché la luce riflessa mi confermava che eravamo noi. Io e lui. Che siamo sempre stati noi.
Era così strano, così bello che non sembrava vero sennò!
Dopo che se n’è andato sette anni fa non ho più colto un fiore.
Bianca.
s.m.
Ringrazio di cuore Daniela Fariello, autrice della foto del post, che mi ha regalato emozioni, che dal cuore sono passate alle dita, e alla tastiera. E sono arrivate qui.
Sandra

sabato 10 aprile 2010

Un mio piccolo esperimento di righe


Sguardi tra passaggi di vita

Vide i suoi occhi.
E uno smarrimento la colse all’improvviso, una cosa allo stomaco, qualcosa che non sapeva cos’era.
Entrò nei suoi occhi e via in un tunnel, subito entrò in un’altra storia, in un altro tempo.
In un’altra vita.
Un vortice la portò via dal bar dove stava bevendo un caffè.
Lenzuola bianche ad asciugare che le davano schiaffi profumati sul viso. Tante stecche di teli bianchi, odore di marsiglia nell’aria e odore di stanchezza di lei, vestiti bagnati di sudore, appiccicati al suo corpo, troppi vestiti per quel caldo. Ma si usava così. Sarebbe stato bello avvolgere il corpo in un fresco lenzuolo, con un nodo dietro al collo, solo quello e niente sotto… Invece. Il corpetto. I mutandoni. Il sottogonna, l’abito. Quante stoffe inutili. Per sudare di più.
Tra le lenzuola che volavano ad un tratto i suoi occhi: penetranti, scuri, sguardo beffardo.
La fecero sussultare.
sm

mercoledì 7 aprile 2010

Riecco Margherita Dalle Vacche!

Ne avevo parlato qui, e poi qui.
E adesso potete leggere l'intervista che è uscita questo mese su Livornononstop!
Ciao Margherita, è stato un vero piacere conoscerti di più!
Sandra

lunedì 5 aprile 2010

La sorpresa di Pasquetta!

Qui, ho trovato una sorpresa, una sorpresa fantastica di quelle che stordiscono e fanno scivolare lacrime di emozione.
Qui ho trovato una musica meravigliosa e una voce che non conoscevo che legge un mio piccolo scritto che avevo lasciato su questo blog qualche tempo fa...
Grazie a Luigi Salerno, un artista che ho conosciuto grazie al blog.
Grazie per aver reso emozionante con la lettura e un sottofondo di note di mare queste righe.
Sandra

sabato 3 aprile 2010

La casa senza porte


C’è.
Lontano da lei.
Ma c’è.
Ed è vicino.
Vive in una grande stanza in una città di sole e di mare. Una stanza grande, senza porte, e con lunghe finestre. Finestre alte, senza persiane, per catturare luce: solo sole. Ad ogni finestra una specie di piccola inferriata: è un delizioso balconcino. Perché le finestre non sono finestre, ma porte. Sì, quelle finestre sono porte. Porte sullo spazio. Appena entri nella sua casa, che forse non è una casa, ma qualcosa comunque per viverci sì, ci sono quattro alte pareti pastellate: albicocca la zona giorno, glicine la zona notte, color verde la cucina. E giallo becco d’oca un angolo incantato: forse c’è una chitarra, o un violoncello, o un mandolino. C’è un’asta per gli spartiti. C’è musica. Forse crea musica, forse suona. Note dappertutto, note sfarinate che lei non sa leggere, che a lei ricordano tante formiche, che da piccola catturava in una scatola di formaggini e controllava quanto ci mettevano a morire senza mangiare. Poi aveva pietà e le liberava…
Lei non sa di lui.
Non sa che fa.
Ogni tanto si fa vivo con quei segni speciali che sa che possono colpirle il cuore, di musica o di parole.
Lei è sicura che è il suo angelo custode.
Lei ci crede agli angeli, forse crede solo agli angeli, non crede a quel dio che la Chiesa ha inventato per arricchirsi. Gli angeli ci sono, e hanno un volto evanescente, un volto che non si ricorda o si ricorderà.
Gli angeli esistono.
E non chiedono.
Ci sono e basta.
E il suo angelo c’è.
Vive lontano da lei.
Ma c’è.
Ed è vicino a lei.
Ah, il soffitto della grande casa senza porte è bianco.
s.m.

venerdì 26 marzo 2010

Un mio racconto (di un'infinità di tempo fa!)



LIBRI

La bambina aveva quattro anni quando imparò a leggere, e pochi mesi di più quando iniziò a scrivere. La prima parola, BAR, da un’insegna sulla strada. La mamma pensò che Margherita sapeva che lì c’era un bar, quindi non si stupì più di tanto.
Nei giorni seguenti però continuò a leggere, leggeva di tutto, divorava giornaletti per bambini, riviste, libri che trovava in casa. Era come se avesse fame, fame di fogli, di parole, gli occhi non si saziavano mai di leggere, era instancabile. La cosa che preoccupava la madre era che Margherita giocava poco, non voleva più bambole e pentolini, come prima, ma da quando aveva letto per la prima volta BAR voleva solo libri. Aveva avuto una trasformazione che alla madre faceva paura tanto che cominciò a proibirle di leggere troppo e questo divieto ebbe l’effetto contrario: l’appetito delle letture aumentò.
Leggeva anche di notte. Di nascosto.
Si rese conto da sola d’essere diversa dalle altre bambine verso suo ottavo compleanno, quando le spuntarono davanti due denti insoliti, due incisivi molto lunghi e taglienti che sporgevano un po’. Lo capì con stupore, e forse in segreto si divertì: era una vampira. Vampira! Non nel senso classico della parola, non era il sangue il suo nutrimento! Ingurgitava ogni parola, riga, pagina d’ogni testo che le capitava fra le mani, era una necessità, una linfa vitale per il suo essere. Era la sua energia. Le piaceva soprattutto il sapore dei libri horror e il loro odore. E così poteva vivere altre mille vite oltre la sua.
Quando tornava a essere se stessa era la bambina di sempre, una bambina col nome di un fiore, tra l’altro uno dei fiori più semplici. Certo, aveva un aspetto strano, sempre con gli occhi sgranati, un po’ pallida e soprattutto non sorrideva mai. Naturalmente a scuola seppe sbalordire per la sua bravura e appena terminò gli studi cercò un posto di lavoro adatto alla sua passione, come una golosa cerca lavoro in una pasticceria: desiderò e ottenne un posto in una biblioteca. Vi si insediò come una castellana nel maniero costruito per lei dagli inizi del tempo.
Un giorno, vicino a uno scaffale, un ragazzo stava riconsegnando un libro, “Il silenzio degli innocenti”, e chiese di potere avere in prestito “Domineddracula”, l’ultima versione della storia del famoso vampiro. Margherita alzò la testa e lo guardò confusa, si sentì sfrugugliare le viscere e scompaginare l’anima, per la prima volta fece un grande sorriso al giovane che le stava davanti. Lui ricambiò il sorriso, mostrandole enormi, prominenti incisivi. Sul dente destro aveva un pezzettino di carta rimasto dall’ultimo spuntino...
Margherita non poté fare a meno di provare terrore per il suo immediato futuro: sarebbe stata la sesta donna uccisa e scuoiata dallo psicopatico Hannibal.
sm

lunedì 22 marzo 2010

Paola Pasqui: un'attrice, una collega, un'esplosione di simpatia

Paola Pasqui è una mia amica, ok, direte, boia, le conosci tutte te quelle ganze, artiste, quelle che ti vogliono bene, quelle persone intelligenti e sensibili...
Paola è una mia collega, anche se non siamo nella stessa stanza, purtroppo... Un giorno abbiamo comprato lo stesso cappottino nero da Oviesse e ogni volta che me lo vede addosso mi fa: "Oh, bellina, col cappottino dell'Ente..."
Paola Pasqui lavora in Comune, ma è una persona fuori dal comune, cioè, lei in Comune c'entra come il cavolo a merenda...
Eppure sul lavoro non si sputa mai, per carità...
Però Paola è Paola, e io appena la vedo mi metto a ridere, ci manchiamo se non ci sentiamo, al lavoro, perchè parliamo di filosofia, di viaggi, ma anche di offerte alla Ipercoop e ci prendiamo tanto in giro su questo...
Sì, credo di essere fortunata per le amicizie!

Lei si descrive così: Paola Pasqui, nata a Livorno il 25 luglio del 1966, frequenta impunemente il liceo scientifico per scegliere poi più saggiamente una facoltà umanistica dove si laurea in lingue con una tesi pesantissima su un’autrice inglese pressoché sconosciuta e fortemente depressa. Resasi conto dell’assoluta inutilità del suo titolo di studio ai fini della sussistenza entra a far parte della numerosa (e vituperata) schiera di dipendenti pubblici, intraprendendo nel contempo (ma fuori dall’orario di lavoro, a scanso di equivoci!) una carriera teatrale e cabarettistica che la vede impegnata con successo sui palchi toscani.Fra i suoi personaggi l’ignorantissima Yarikha, la valletta dell’est Ana Doxa, la surreale poetessa anglo-irlandese Nenia O’Connor , che parla per paradigmi di verbi irregolari, e soprattutto la sua prima ‘creatura’ , l’ineffabile Luana Lenzi coniugata Sirio Lonzi, donna che ha fatto della maldicenza uno stile di vita.

Ecco una mini-intervista che le ho fatto oggi!

Le tue prime esperienze come attrice?
Le prime esperienze nascono al Centro Culturale Vertigo, con uno stage sulla comicità aperto sia a principianti e a persone già con esperienza diretto da Marco Conte, Contemporaneamente iniziai a fare cabaret con dei personaggi miei e ho cominciato ad essere abbastanza seguita in tutte le rassegne che sono state organizzate per lo più da Claudio Marmugi. In parallelo ho fatto anche teatro.

Il primo applauso tutto per te?
E’ stato appunto nel ’96 con lo spettacolo “Chissà chi ce l’ha”. E’ stata una sensazione bellissima perché fino a un attimo prima di entrare in scena dissi Ma perché mi sono iscritta a questo corso? Ma perché per hobby non ho fatto scacchi? E invece fu un’emozione talmente forte che la voglia di continuare è stata troppo più grande dello stress e della fatica delle prove.

Di solito che cosa leggi?
Leggo di tutto, ogni genere.

Sei brava in cucina?
Sono brava solo a mangiare ciò che viene già preparato. Non ho la mano della cuoca, ma il mio compagno “purtroppo” cucina molto bene , me la cavo con il sushi perché non richiede un'estrema abilità.

Sai fare la maglia? L’uncinetto? I ferri?
Sono assolutamente negata per tutto ciò che richiede manualità, già alle elementari ero nota per gli orribili 'catrozzoli' in Pongo che producevo ad 'attività pratiche e manuali', dove naturalmente avevo i voti più bassi. Però disegno benino.

Per la spesa: negozietto sotto casa o ipermercato?
Una via di mezzo, supermercato, ma più per esigenze pratiche che per passione, mi piacerebbe il negozietto.

In vacanza? Dove?
Sono innamorata della Francia e della Spagna, ma non ho grosse preclusioni, a parte la montagna,che mi dà un po' di tristezza, soprattutto se c'ha anche un laghetto vicino, per me la Svizzera potrebbe chiudere, via!

Insomma se vi capita andate a vedere un suo spettacolo, è veramente uno spasso!
Sandra

domenica 21 marzo 2010

“Sono nata il 21 a primavera ma non sapevo che nascere folle aprire le zolle potesse scatenar tempesta…”


Ciao Alda!
E Buon Compleanno anche a un altro grande poeta, Ernesto Mussi, qui e qui.
Che sia, il primo giorno di primavera, il giorno della nascita dei grandi poeti? In effetti,
cliccate qui...
Ciao, Sandra

domenica 14 marzo 2010

La mia nonna


Questo racconto l'ho scritto nel 2005 per i suoi 90 anni.
Adesso la sua vita è dentro di me. E così l'essenza della sua vita.
Se n'è andata due estati fa.

venerdì 12 marzo 2010

Un livornese DOCCHE, Massimo Venturini


Delle sue poesie dice:
Le "poesie" sono una scommessa con me stesso, ho pensato di poter esprimere in quattro righe un concetto con un minimo di morale, sapendo di non avere nessuna nozione poetica, metrica esenza un'adeguata cultura classica. Ho cominciato a scriverle e non ho ancora smesso, è troppo divertente, basta guardarsi intorno e gli spunti fioccano, poi non resta che trasferire sul foglio i pensieri.... non sono poesie.
Ma questo lo dice lui!
Del resto, uno che definisce la sua arte così... La mia "arte" è solo un'occasione di mettere il mio estro in ogni cosa che faccio, senza pensare, senza programmare, solo d'istinto. Se mi prende la voglia di "dare forma ad un'idea", non mi curo di che cosa adoperare come colori, mi guardo intorno e... mi è capitato di usare morchia dei camion, toner della stampante, lucido da scarpe, smalto da unghie, rossetti vari, e altro.
Un' idea, una spatola, colori e superfici occasionali e due minuti di follia creativa... come si può definire ?... è proprio un'artista vero...
Massimo Venturini ha pubblicato un libro "E' successo un quarantotto", con la prefazione di Oliviero Toscani e Nicolas Ballario.
Ecco due sue poesie (e io lo scrivo senza virgolette...):

TRAMONTO

DAR MASTIO DI MATILDE GUARDO VERSO 'LLUNGO MARE
E' GIA' L'ORA DER TRAMONTO,
TUTTO 'RESTO PO' ASPETTARE
S' ARROSSISCE LA GORGONA NENTRE 'R SOLE L'ACCAREZZA,
I GABBIANI VOLAN BASSO, TUTTONTORNO E 'NA BELLEZZA.


TI PENSO...

FORI PIOVE, FA FREDDO E TIRA UN PO' DI VENTO
GUARDO DALLA FINESTRA 'R TEMPO SCORRE LENTO
VORREI AVETTI QUI CON ME, MAGARI PER DU' ORE
UN PO PER PASSA 'R TEMPO, UN PO PER FA' L'AMORE.

Belle vero? Volevo presentarvi questo artista, un grande artista della mia Livorno!

martedì 9 marzo 2010

La Margherita che ha sfidato la neve...


Nevica oggi a Livorno, e verso le tre e mezzo grandi fiocchi svolazzavano impazziti. Alle tre e mezzo c'era un grado, alle tre e mezzo c'era un vento ghiaccio che contraeva lo stomaco: non era la giornata migliore per andare verso il Palazzo della Provincia per la presentazione di un libro. Ma. Ma il libro era scritto da Margherita Dalle Vacche, Guerra e Cucina.

Ma molte persone hanno sfidato questo tempo assurdo per Livorno per andare comunque.

Eravamo in tante. Tanti. E sono felicissima per Margherita che era visibilmente emozionata. E sono sicura che questa emozione ha reso tutto più bello.

Nevica ancora qui a Montenero, c'è neve sul tetto di casa, e c'è dentro di me la consapevolezza che quando una donna vuole realizzare una cosa, come scrivere un libro, e con esso riportare in vita l'esistenza di persone care, si può fare. Sì.

Grazie Margherita!

domenica 7 marzo 2010

Martedì 9 marzo alle ore 16 presentazione "Guerra e Cucina"


Tre generazioni, tre donne. Ognuna nel suo tempo vive storie diverse eppure qualcosa le lega profondamente, ma non è solo la parentela, il fatto di essere nonna, figlia e nipote, ma qualcosa di più, di ancora più intimo, come l’avere lo stesso sguardo sulla vita, la stessa forza, la stessa determinazione.
Guerra e Cucina. Diario di Margherita e Briciole di Emma è il nuovo libro pubblicato dalla casa editrice Manidstrega ed è stato scritto da Margherita Gallini, Emma D’Elia e Margherita Dalle Vacche; cognomi diversi per una discendenza al femminile che non consentiva ancora di tramandare il cognome, ed ecco allora che nonna e nipote, che mai si sono conosciute, si sono passate, tramite Emma, il nome di ‘Margherita’. (estratto dal comunicato stampa)
Per maggiori informazioni, qui.
Io ci sarò.

sabato 6 marzo 2010

Un altro regalo! Ma che succede oggi?

E qui ho ricevuto una sorpresa da Emiliano Dominci, leggete la storia, e cosa abbiamo combinato insieme ieri sera!
Grazie Emi, sei speciale! Ma già lo sapevo...

Un regalo!

qui ho trovato un regalo.
Luigi Salerno può essere solo un nome tra i blog che preferisco. Ma Luigi Salerno, scrive, non solo bene, quello è il minimo, ma scrive "oltre". Oltre. E' banale dire queste cose, molti scrivono, troppi, e mi ci metto anch'io in questo gruppo di troppi. Ma quando leggo qualcosa di Luigi Salerno -ho già scritto non mi ricordo se sul suo blog o su questo mio- ascolto suoni, non leggo parole... sento musica. E per me è stato un grande onore ricevere questo regalo su una frase che gli ho scritto...
Grazie Luigi! Grazie mille!

martedì 2 marzo 2010

Intervista a uno scrittore: Emiliano Dominici


Ecco un'intervista a uno scrittore livornese che ha pubblicato un libro di racconti. Ditemi se vi piace! Lui, e anche l'intervista che gli ho fatto...
Spero che Emiliano mi perdoni per la pessima immagine... ma è stato un primo esperimento con la stampante-scanner comprata oggi...
Ciao a tutti.

venerdì 26 febbraio 2010

Vi avevo promesso un'altra sua poesia. Simonetta Filippi, di nuovo.

Come facevo a non mantenere questa promessa?
Come potevo non darvi la possibilità di leggere questa stupenda poesia di Simonetta Filippi, ispirata ai versi, dedicati alla madre Anna, del grande, immenso Giorgio Caproni (ho scritto di lui qui). Simonetta ci regala questa poesia contenuta nella raccolta "Ingenuamente bibi", edizioni Dulcinea.
E io la ringrazio di cuore, anche a nome dei miei amici che passano a leggere il mio blog!
Grazie Simo!

CERCANDO ANNINA

Stanotte sul Voltone
la luna abbaglia e morde,
sotto questo lampione
intono le mie corde…
e mentre lenta gusto
un cono di gelato
mi tornano quei versi
di chi non è mai andato
(Anima mia leggera
va a Livorno, ti prego…)
a ricercar l’Annina,
più giovane e più fina.
E quasi la rivedo
che scende per le scale
e mentre passa avverto
un forte odor di mare…

Ma… difficile pensarla
quest’oggi, la sua Annina,
il tempo scorre e cambia,
più niente è come prima.
Però, forse ci provo…
mi guardo bene intorno
e,…magari la ritrovo
per strada, qui a Livorno.

Stamani l’aria è fresca,
pulita e spensierata,
ho aperto la finestra
aria di porto è entrata.
Inforco la mia bici
e vado, senza fretta…
per essere felici
basta una bicicletta.


…E arrivo, lentamente,
proprio vicino al mare,
…e avverto, dolcemente,
quel vento popolare,
finchè le vedo.

Le donne, a Livorno,
camminano svelte,
si fermano a un tratto,
le braccia conserte,
e scrutano il mare,
là in fondo, più azzurro…
(come anche l’Annina)
un sospiro, un sussurro…
si voltano in fretta
e ripartono ancora,
più stretta la mano,
al bimbo, che ignora…

Ma guarda chi arriva,
correndo, là in fondo…
Stefania e la Diva
…che sudano un mondo!
-O Diva, son morta!-
-Dai, forza, ci siamo!-
-S’arriva a quel barre?-
-Si, si, ci fermiamo._
Ridendo le guardo…
Che donne mia Annina!
-Teniamoci in forma-
mi dice la prima,
-Fa’ du’ cappuccini-
-Per me un maritozzo-
-Ma Simo…vergogna…-


-Se parli ti strozzo…-
arranca Stefania
con gli occhi di fori,
-Bisogna soffrire,
o saranno dolori!-
Poi scherza e si ride
guardando un ometto…
-Ma…mmmi fai un cappuccino…
e pure un cornetto!-

Si ride, noi “bimbe”
di età indefinita,
difficile, spesso,
affrontare la vita…
e ci si racconta
sedute in un bar…

Monica vola,
pancia feconda, occhi lontani che hanno visto Cuba…
Paola parla,
riempe di parole un uomo vuoto, assente e sposato…
Gabri chiede
facciate pulite, non sopporta i panni stesi al sole…
Giovanna ride,
protegge il suo scudo di pancia (dentro marito e figlia)…
e Simo ricerca
conferme, equilibrio e colori…

-Ma…zitte un po’ino…
oggi, un è Venerdì?-
-Si-
-Ma c’è il mercatino!-
e scappo di lì…

E’ qui che le trovo,
le donne a Livorno…
beate al mercato,
si scrutano intorno…
e cercano, cercano,
in mezzo a quei banchi…
-O bimba, mi guardi un po’ino…
ti sembra ‘he stia bene?-
-Ma lei è un figurino!-
-Si, ma costa una cifra,
così un mi ‘onviene.-

Le donne, a Livorno,
hanno occhi di porto,
barattano e vendono,
ma tagliano corto.

E tutto ad un tratto
mi vien nostalgia
e vedo mia nonna,
da sola, lassù,
che parla e risponde
alla voce in tivù.
-Nonna, affacciati, so’ io,
son venuta a trovarti,
a farti compagnia!-
-Ma proprio oggi
che me ne vado via?-
-O dove vai?-
-E vado con la Gina,
qui al barre vicino,
mi faccio un tre sette,
mi bevo un poncino.
D’altronde, bellina,
che son diventata?
Il tu’comodino?-

Le donne, a Livorno,
hanno voci potenti,
non lasciano mai
parole fra i denti.

E allora riprendo
a cercare l’Annina,
e vado nei posti
di lei, signorina…

Ma Corso Amedeo
è tutto un negozio,
nessuno, oramai,
sull’uscio, sta in ozio…
ed auto, auto,
fino al suo Sant’Andrea.
Mi fermo e lo guardo,
pungente è l’idea
di lei capinera
che ride e che spera…
E poi in via Palestro,
in mezzo ai motori,
e fuggo lontano da via Solferino,
di nuovo al Voltone
e poi sul Pontino.

Ma…
dei Macchiaioli è l’ora
e magica risplende
Livorno popolare,
mi prende un nodo in gola
mentre continuo a andare
nella vecchia Venezia,
e sento odor di mare…


e qui, sui Fossi, infine,
suonano le risate
di tre ragazze…

Alice, Sara e Nada
profumano la strada
-Ciao, mamma, cosa giri?-
-Faccio due passi…
e questa,
è la tua nuova amica?-
E’ una personcina schietta
e un poco fiera…
-Ma, dimmi,
da dove arriva?-
-Lei viene dalla Cina-
un poco magra, ma
dolce e viva…
-Però, ha un nome impossibile!-
è giovane e fina…
-Sai cosa? Ho trovato:
chiamiamola Annina.-

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